INTRODUZIONE

La falsa cronologia evoluzionista
Nella loro classificazione della storia, gli evoluzionisti interpretano gli oggetti che trovano secondo le proprie teorie dogmatiche. Il periodo durante il quale venivano prodotti manufatti in bronzo lo chiamano Età del Bronzo e suggeriscono che si sia iniziato ad usare il ferro molto più di recente - sulla base della loro tesi che nelle civiltà più antiche i metalli erano sconosciuti.

Si ritiene che questi pezzi di rame, che risalgono al periodo tra l'8.000 e il 10.000 a.C. venissero usati come grani per collane. Al tempo, la gente possedeva le conoscenze tecniche per trovare il rame e lavorarlo.
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Come già detto, tuttavia, il ferro, l'acciaio e molti altri metalli si ossidano rapidamente e si decompongono molto più velocemente della pietra. Alcuni metalli come il bronzo che si ossidano assai più difficilmente, possono sopravvivere più a lungo degli altri. È quindi perfettamente naturale che gli oggetti fatti in bronzo portati alla luce debbano essere più antichi e quelli in ferro di una data molto più recente.
Inoltre, non è logico sostenere che una società in grado di produrre il bronzo non fosse a conoscenza del ferro: cioè che una società con conoscenze tecniche sufficienti per produrre il bronzo non usasse nessun altro metallo.
PEZZI DI MILIONI DI ANNI FA CHE GLI EVOLUZIONISTI NON RIESCONO A SPIEGARE
Secondo la teoria dell'evoluzione, gli esseri viventi si sono evoluti attraverso fasi specifiche, da un batterio fino agli esseri umani, attuando un'immaginaria sequenza durata milioni di anni. In questo scenario, l'Uomo è l'ultimo essere vivente che si è evoluto e ha completato il suo sviluppo negli ultimi 20.000 anni. Ma i ritrovamenti scientifici e i reperti fossili non forniscono una sola prova che sia andata proprio così. Per la verità, essi dimostrano che ciò non è possibile.
Altri ritrovamenti comprendono strumenti e oggetti decorativi, una volta usati dagli esseri umani, risalenti a milioni di anni fa. I darwinisti sono del tutto impossibilitati a sistemare, nel loro immaginario albero dell'evoluzione, un essere umano vivente 50 o anche 500 milioni di anni fa - un periodo in cui essi sostengono che non c'erano esseri viventi sulla terra, a parte i trilobiti. È naturale che questo sia impossibile per loro! Dio portò gli esseri umani in esistenza con un semplice comando, "Siate!" Nello stesso modo in cui fece tutti gli altri esseri viventi. Quindi, abbiamo la stessa possibilità di fare delle scoperte che riguardano i resti delle persone vissute 500 milioni di anni fa proprio come di quelli vissuti 100 anni fa. Dio, Che ha creato tutte le cose dal nulla, può certamente portare in esistenza qualunque essere vivente Egli desideri, in qualunque periodo della storia voglia. Questo naturalmente è una cosa facile per Dio, nella Sua infinita potenza e forza. Ma i darwinisti non riescono a comprendere questa verità, ed è per questo che non hanno alcuna spiegazione da offrire per tutte le prove della Creazione. Non hanno altra soluzione che ripetere gli scenari che sono già stati indeboliti dai fatti scientifici. Ma ogni giorno che passa, le prove dagli scavi che vengono condotti demoliscono il dogma dell'evoluzione.
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Questa sfera di metallo è soltanto una delle centinaia in uno strato del Sudafrica che si stima risalga a milioni di anni fa. Le scanalature accuratamente formate che contiene non possono essere il risultato di alcun fenomeno naturale. Questa scoperta dimostra che il metallo è stato usato fin dalla notte dei tempi, e che per milioni di anni gli esseri umani hanno avuto la tecnologia per fare delle sottili scanalature nel metallo.
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Nel 1912, due dipendenti della centrale elettrica municipale di Thomas, Oklaoma, fecero una straordinaria scoperta mentre stavano caricando del carbone. Trovarono un grosso pezzo di carbone che era troppo grande per l'uso, e così lo spaccarono. Così facendo, trovarono all'interno una pentola di ferro. Una volta tolta, in un pezzo del carbone restò il profilo o calco della pentola. Dopo aver esaminato il carbone, molti esperti stabilirono che la pentola aveva tra 300 e 325 milioni di anni. Questo ritrovamento non può essere spiegato dagli evoluzionisti, che sostengono che l'uso del ferro cominciò soltanto circa nel 1200 avanti Cristo.
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Il numero del 5 giugno 1852 della rivista Scientific American conteneva un articolo riguardante la scoperta dei resti di un piatto metallico di circa 100.000 anni. Questo piatto a forma di campana sembrava del colore dello zinco, o di una composizione di metallo con una notevole parte d'argento. Sulla superficie c'erano figure finemente lavorate di mazzi di fiori e pampini o ghirlande.
Gli evoluzionisti, che sostengono che il metallo non fu usato nei periodi più antichi, non possono in alcun modo spiegare questa scoperta. Chiaramente, le persone che crearono questo manufatto avevano una cultura avanzata in grado di produrre composti metallici e di lavorare il metallo.
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Il bronzo si ottiene aggiungendo al rame stagno, arsenico e antimonio con una piccola quantità di zinco. Chi produce bronzo deve avere una conoscenza operativa di elementi chimici precisi, come rame, stagno, arsenico, zinco e antimonio, sapere a quali temperature questi si fondono e possedere una fornace in cui fonderli e combinarli. Senza tutte queste conoscenze sarà molto difficile riuscire a produrre una lega.
Per cominciare, il rame si trova in rocce antiche e dure in forma polverizzata o cristallina (è quello che si chiama anche "il rame nativo"). Una società che usa il rame deve possedere già un livello di conoscenza per identificarlo nella forma polverizzata in queste pietre. Deve poi costruire una miniera da cui estrarre il rame, prelevarlo e portarlo in superficie. È chiaro che queste cose non possono essere fatte usando strumenti in pietra e legno.
Il rame deve poi essere portato all'incandescenza perché possa liquefarsi. La temperatura necessaria a fondere il rame è 1.084,5°C. Deve esserci anche un'apparecchiatura o dei mantici che assicurino un costante flusso d'aria al fuoco. Qualunque società che lavori il rame deve costruire una fornace in grado di produrre una temperatura tanto alta ed anche attrezzature come crogioli e tenaglie da usare nella fornace.
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Il pestello e il mortaio in fotografia furono scoperti nel 1877 in un antico letto fluviale sotto il Monte Table. Il letto fluviale risale ad almeno 33 milioni di anni fa, il che prova che gli esseri umani hanno sempre vissuto vite umane.
Questa suola di scarpa fossilizzata è stata trovata in una roccia risalente di 213 milioni di anni. Milioni di anni fa, la gente portava scarpe, e indubbiamente aveva vestiti, aveva una cultura culinaria e ricche relazioni sociali. L'unica fotografia conosciuta di questo fossile fu pubblicata in un giornale di New York nel 1922. Scoperte come questa, che computano la tesi dell'evoluzione della storia umana, vengono tenute nascoste o sono ignorate dagli evoluzionisti.
Una forma che sembra un volto umano è incisa in questo pezzo di selce di 3 milioni di anni. Molto difficile fare tali fori regolari nella selce, e allo scopo servono degli attrezzi in metallo speciali. È impossibile che questo sia stato fatto in condizioni molto primitive, del genere suggerito dagli evoluzionisti. |
Questo è soltanto un breve quadro delle infrastrutture tecniche necessarie per lavorare il rame - che di per se stesso è un metallo troppo morbido per mantenere a lungo un filo tagliente. Produrre il bronzo, ben più duro, aggiungendo stagno, zinco e altri elementi al rame, è un processo ancora più sofisticato perché ogni metallo richiede diversi trattamenti. Tutti questi fatti dimostrano che le comunità impegnate a scavare miniere, a produrre e a lavorare i metalli dovevano possedere conoscenze particolareggiate. Non è né logico né coerente sostenere che persone con conoscenze tanto vaste non avessero ancora scoperto il ferro. Al contrario, le scoperte archeologiche dimostrano che la tesi evoluzionista che il metallo fosse sconosciuto e non usato nelle società molto antiche è falsa. Tra le prove ci sono i dati come i resti di un vaso metallico di 100.000 anni fa, delle sfere di metallo di 2,8 miliardi di anni fa, una pentola in ferro che si stima abbia 300 milioni di anni, dei frammenti di tessuti sull'argilla risalenti a 27.000 anni fa e tracce di metalli come il magnesio e il platino, che si è riusciti a fondere in Europa soltanto qualche centinaio di anni fa, in resti che risalgono a 1000 anni fa. Questi resti sparsi demoliscono totalmente la classificazione in Età della Pietra Grezza, Età della Pietra Levigata, Età del Bronzo e del Ferro. Però, una gran parte di questi ritrovamenti, dopo essere apparsi in molte pubblicazioni scientifiche, sono stati ignorati dagli scienziati evoluzionisti oppure sono stati nascosti nei sotterranei dei musei. Invece dei veri fatti, sono state presentate come storia dell'umanità le fantasiose favole evoluzioniste.
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