SORPRENDENTI RESTI DI ANTICHE CIVILTÀ

ANTICO EGITTO:
UNA CIVILTÀ GRANDIOSA NELLE ARTI E
NELLE SCIENZE

Gli antichi Egizi. una delle più magnificenti civiltà in termini di arte e scienza che mai siano state fondate dal genere umano, avevano più conoscenza e competenza di quello che sarebbe stato possibile se essi fossero stati gli "eredi" discendenti di qualche società primitiva. Tra gli Egizi, appartenenti ad una religione anomala e pagana, c'erano gli operai gli Ebrei con una conoscenza dell'arte che aveva origine nel tempo dei profeti Noè ed Abramo (lpscl). Queste persone dotate usavano la conoscenza che avevano appreso nei giorni dei profeti del passato.


Le tecniche di mummificazione degli Egizi dimostrano che essi avevano conoscenze mediche avanzate..

Le realizzazioni degli Egizi ancora oggi non sono state eguagliate in molte parti del mondo. In varie zone dell'Asia, del sud America o dell'Africa, compreso lo stesso Egitto, si conduce un livello di vita molto inferiore alla passata civiltà. La civiltà dell'antico Egitto, che registrò tali grandi successi specialmente nella medicina, nell'anatomia, nell'urbanistica, nell'architettura, nelle belle arti e nel tessile, oggi è studiata dagli scienziati ancora con grande stupore e meraviglia.

Le origini della medicina nell'antico Egitto

Il grado di sofisticazione raggiunto dai medici nell'antico Egitto è davvero straordinario. I ritrovamenti ottenuti dagli scavi hanno meravigliato gli archeologi, perché nessuno storico si aspettava una tecnologia tanto altamente sviluppata in una civiltà esistita 3000 anni prima di Cristo.

Le analisi ai raggi X delle mummie hanno rivelato che nell'antico Egitto si praticava la chirurgia del cervello. 43

Inoltre, queste operazioni venivano praticate usando tecniche altamente professionali. Quando si esaminano i crani delle mummie sottoposte a chirurgia, si può vedere come l'incisione del chirurgo sia stata praticata con estrema precisione. Il fatto che le ossa del cranio si siano risaldate prova che i pazienti sopravvivevano a lungo dopo queste operazioni. 44

Un altro esempio riguarda le varie medicine. Passi da gigante sono stati fatti nella medicina nel diciannovesimo secolo, grazie al rapido progresso fatto nella scienza sperimentale, compresa la scoperta degli antibiotici. Eppure la parola "scoperta" non è del tutto esatta, perché molte di queste tecniche si erano già conosciute agli antichi egizi. 45


Il corpo del faraone Egizio Tutankhamen venne conservato in due sarcofaghi, uno dentro l'altro.

Alcune delle prove più importanti di come fossero avanzati gli Egiziani nell'anatomia si trovano nelle mummie che essi hanno lasciato: essiusavano centinaia di tecniche diverse nel processo di mummificazione, che consente ai corpi degli esseri viventi di conservarsi per migliaia di anni.

Il processo di mummificazione è altamente complesso. Per prima cosa, il cervello e alcuni degli organi interni del deceduto vengono rimossi usando strumenti speciali. La fase successiva della procedura comprende la disidratazione del corpo per 40 giorni con il natron. (Il natron è un sale minerale, fondamentalmente una mescolanza di bicarbonato di sodio con piccole quantità di cloruro di sodio e solfato di sodio). Una volta ridotti gli eccessi di fluidi corporei, la cavità del corpo veniva riempita con stoffe, sabbia o segatura. La pelle veniva cosparsa con delle speciali preparazioni erboristiche e quindi ricoperta con una resina liquida per conservarla ulteriormente. Infine il corpo veniva accuratamente fasciato con bende di lino. 46

La mummificazione, praticata senza danneggiare la forma del corpo ed estraendo tutti gli organi interni del deceduto, dimostra che coloro che la effettuavano avevano una conoscenza di anatomia sufficiente a conoscere le posizioni di tutti vari organi.

Ma oltre alle tecniche della mummificazione, gli Egiziani di 5000 anni fa godevano anche di una vasta gamma di specializzazioni mediche. Per esempio:


Il Papiro Smith, che descrive come gli antichi Egizi usavano le bende fatte di lino.

- I sacerdoti che si interessavano della medicina in Egitto trattavano molte malattie nei loro templi. Proprio come oggi, i medici egiziani si specializzavano in vari campi della medicina. Ogni medico forniva dei servizi nella propria specialità.

- -I medici in Egitto erano sotto controllo dello Stato. Se il paziente non guariva o moriva, lo Stato indagava la ragione e decideva se il metodo di cura impiegato dal medico era conforme alle regole. Se si scopriva che c'era stata qualche svista durante la cura, il dottore veniva perseguito dal sistema giudiziario.

- - Ogni tempio possedeva un laboratorio ben equipaggiato in cui venivano preparate e conservate le medicine.

- -I primi passi nella farmacologia e nell'uso delle bendature e delle compresse risalgono ai tempi degli antichi egizi. Il Papiro Smith (tutto riguardante la medicina) descrive come per coprire le ferite venivano usate delle strisce adesive di lino - un materiale ideale per fare le bende.

- -I ritrovamenti archeologici hanno rivelato un'immagine dettagliata delle pratiche mediche in Egitto. Inoltre, sono stati ritrovati i nomi di titoli di circa 100 dottori specializzati nei rispettivi campi.

- -Nei bassorilievi su una parete del tempio di Kom Ombo, è scolpita una scatola di strumenti chirurgici. Questa scatola conteneva forbici metalliche, bisturi chirurgici, seghe, sonde, spatole, piccoli ganci e forcipi.

- -Le tecniche impiegate erano numerose e variate. Le rotture e le fratture venivano ricomposte, si usavano stecche e le ferite venivano chiuse con punti. In molte mummie sono state ritrovate delle fratture guarite evidente segno di successo dopo una cura .

- - Sebbene non siano state trovate cicatrici chirurgiche nelle mummie, nel Papiro Smith ci sono 13 riferimenti alla sutura di ferite. Questo indica che gli Egiziani sapevano fare vere e proprie suture delle ferite, usando filo di lino. Gli aghi erano con ogni probabilità di rame.

- - I dottori gli egiziani erano in grado di distinguere tra ferite sterili e ferite infette. Per pulire le ferite infette usavano una mistura di grasso di ibis, olio di abete e piselli schiacciati.

- - La penicillina e gli antibiotici sono stati scoperti in periodi relativamente recenti. Tuttavia gli antichi egizi usavano la prima versione organica di queste e di altri diversi tipi di antibiotici, e scrivevano ricette adatte ai vari tipi di malattia. 47

Insieme a questi enormi passi nella medicina, gli scavi hanno anche rivelato che gli Egizi erano molto interessati ad argomenti come l'urbanistica e l'architettura.

La metallurgia progredita nell'antico Egitto

In generale la metallurgia è la branca della scienza e della tecnologia che comporta la lavorazione da materiali grezzi, la forgiatura e la conservazione dei metalli e dei loro composti. Un esame della civiltà dell'antico Egitto mostra che tra i 3000 e i 3500 anni fa, gli Egizi erano divenuti esperti nell'estrazione e nella lavorazione di vari minerali e metalli, in particolare oro, rame e ferro. La loro metallurgia altamente avanzata dimostra che gli Egizi erano progrediti nello scoprire, estrarre e lavorare i metalli, e che avevano una conoscenza molto sviluppata della chimica.


(1, 2) Pettorali finemente lavorati del re, realizzati d'oro, argento e pietre semi-preziose

(3) Un paio di sandali finemente lavorati

(4) Una piccola, elegante brocca con il becco lungo fatta di oro duro conserva ancora la sua forza e la sua lucentezza.


La ricerca archeologica ha rivelato che gli Egizi producevano manufatti ben definiti con rame grezzo e realizzavano composti metallici già nel 3400 a.C. circa. Nella Quarta Dinastia (circa 2900 a.C.), la ricerca e le operazioni minerarie erano controllate da ufficiali di alto rango e si sa che ne erano responsabili addirittura i figli del Faraone.

Oltre al rame gli antichi Egizi spesso usavano il ferro. Lo stagno veniva usato per creare il bronzo e il cobalto per colorare il vetro. I metalli che non si trovavano in natura in Egitto venivano importati da altre regioni, in particolare dalla Persia.

(5) Questo ornamento d'oro trovato al collo della mummia di Tutankhamen presuppone una lavorazione dell'oro molto raffinata; nella stessa mummia sono stati trovati altri 150 gioielli.

(6) Una cassetta in legno placcata d'oro posta su una slitta placcata d'argento.

(7) Un pettorale fatto di oro, lapislazzuli e turchesi, scoperto a Tanis.

La raffinata arte orafa dei gioielli dimostra che venivano usati sofisticati strumenti per lavorare l'oro. In assenza di tali attrezzature, infatti, è impossibile produrre questi lavori. La qualità e la delicatezza dell'arte orafa egizia uguagliano quelle contemporanee.

Il metallo più frequentemente usato, e maggiormente apprezzato, era l'oro. Centinaia di miniere d'oro sono state scoperte in Egitto e in alcune zone dell'attuale Sudan. Un papiro risalente al XIV secolo a.C. contiene i progetti per una miniera d'oro vicino Apollinopolis, e rivela la grande professionalità degli antichi Egizi in materia. Il papiro descrive la costruzione di più di 1300 abitazioni intorno alla miniera per sistemare coloro che vi lavoravano. Da questo si comprende l'importanza dell'estrazione dell'oro e dell'arte della gioielleria nell'antico Egitto. Indubbiamente, migliaia di oggetti decorativi in oro scoperti negli scavi archeologici sono indicativi del fatto che gli antichi Egizi erano esperti minatori e lavoratori di metalli.

Questo sta anche a dimostrare che gli Egizi possedevano la conoscenza scientifica e la tecnologia necessaria per identificare i filoni metalliferi, estrarne i metalli grezzi, raffinare i metalli così estratti e combinarli per produrre leghe.

Pianificazione urbanistica e infrastrutture dell'antico Egitto

Il clima arido dell'Egitto ha conservato fino ad oggi molti indizi della civiltà Egiziana, mettendo in rilievo che le antiche città egizie avevano un'infrastruttura molto sviluppata.


Un'indicazione dell'avanzata civiltà egizia è senza dubbio la conoscenza dell'architettura e dell'ingegneria.

Certamente una struttura assai sviluppata mostra che coloro che hanno costruito queste città avevano una conoscenza avanzata dell'architettura e dell'ingegneria. Si deve considerare a quale profondità vanno scavate le fondamenta sotterranee; dove devono essere poste le travi portanti; in che maniera si deve progettare un sistema di ventilazione efficace; come vanno sistemati i percorsi per l'acqua pulita e quella di scarico, in modo che non si mescolino, e moltissimi altri dettagli. E, la cosa più importante di tutte, nessun errore può esser fatto in nessun caso. Gli Egizi conoscevano tutte queste tecniche e gli edifici che ci hanno lasciato lo provano.

Le tecniche architettoniche usate nelle 3000 a.C. erano estremamente professionali e tese a risolvere difficoltà e problemi di infrastrutture. L'acqua è di enorme importanza in un paese arido come l'Egitto. In effetti, essi trovarono al problema delle soluzioni permanenti che comprendevano cisterne costruite per conservare l'acqua.

Una di queste è una grande riserva d'acqua scoperta nella depressione dell'oasi Fayum. Gli Egizi costruirono anche alcuni laghi artificiali per garantire che la vita potesse continuare in determinate regioni. Questi piccoli laghi raccoglievano l'acqua dal Nilo, rendendo possibile una colonizzazione avanzata del deserto egiziano. Realizzarono il lago Moeris, 80 km a sud dell'attuale Cairo, con l'intento di conservare l'acqua proveniente dal Nilo per mezzo di un canale. Vicino a questa cisterna vennero costruiti insediamenti e templi. 48

Le conoscenze degli Egizi in materia di medicina, programmazione urbanistica e ingegneria, e di come queste scienze potessero essere messe in pratica, è solo una delle prove del grado di civiltà eccezionalmente progredita che essi avevano. Il loro grado di conoscenza e le misure applicate ancora una volta confutano la tesi che le società progrediscono da uno stato primitivo ad uno più civilizzato. Una società esistita 5000 anni fa aveva un livello di civilizzazione molto più avanzato di alcune comunità che oggi vivono nello stesso paese, e questo non può essere spiegato in termini di "progresso evolutivo".

Inoltre, non c'è dubbio che durante il periodo in cui gli Egizi godevano della loro progredita civiltà, c'erano comunità molto più arretrate con persone che vivevano in condizioni più primitive sia in Africa che in altre parti del mondo. Eppure nessuno di questi individui aveva alcuna caratteristica meno che umana, né alcun presunto tratto scimmiesco. Sia gli Egizi che gli altri popoli che vivevano in condizioni primitive nello stesso periodo, come pure le comunità umane esistite centinaia di migliaia di anni fa, sono sempre stati interamente umani come l'Uomo oggi, sotto tutti i punti di vista. Alcune comunità possono essere vissute in condizioni più avanzate e altre in condizioni più arretrate ma questo non dimostra, come sostengono i darwinisti, che essi possano essere discesi dalle scimmie o che una razza si sia evoluta da un'altra. Una tale interpretazione è una violazione della scienza, della ragione e della logica.

I risultati degli antichi Egizi nell'arte tessile


Campioni di lino risalenti all'antico Egitto.

Dai frammenti di tessuti di lino arrivati fino a noi dal 2500 a.C. si può dedurre che gli Egizi producevano stoffe di altissima qualità, sia in termini di materiali sia in termini di lavorazione. Più importanti di tutto, tuttavia, sono i particolari nella tessitura delle stoffe, Infatti nel 2500 a.C., gli antichi Egizi producevano delle fibre raffinate del tipo che oggi viene prodotto con macchinari attrezzati con tecnologia avanzata e queste stoffe venivano usate come bende per le mummie. La raffinata tessitura di questi tessuti lascia incantati gli egittologi.49 Questi campioni sono così leggeri che è necessaria una lente di ingrandimento per distinguerli dalla seta, questa stoffa è paragonabile al miglior prodotto dei tessitori odierni.50 Queste stoffe sono tuttora rinomate per la loro qualità e il lino egiziano prodotto oggi deve la sua fama ai tessitori vissuti nel 2000 a.C..

Un livello avanzato nella matematica


Il Papiro Rhind

Nell'antico Egitto si iniziarono ad usare i numeri in tempi antichissimi. Sono stati trovati papiri del 2000 a.C. che descrivono problemi matematici. I 4 documenti cui più spesso si fa riferimento sono chiamati i frammenti Kaun e i papiri di Berlino, Mosca e Rhind. Questi documenti stabiliscono, mediante esempi, le basi su cui vengono fatte le misurazioni. Gli egiziani sapevano che un triangolo i cui lati misurano 3, 4, e 5 è un triangolo rettangolo, e facevano uso di questa conoscenza (che noi conosciamo come teorema di Pitagora) nei loro calcoli costruttivi.51

Inoltre gli Egizi conoscevano la differenza tra i pianeti e le stelle. Essi inserirono le stelle, alcune delle quali è molto difficile vedere ad occhio nudo, nei loro studi di astronomia.

E poiché la vita degli Egizi era dipendente dal Nilo, essi avevano bisogno di controllare il livello del fiume durante le alluvioni annuali. I governanti avevano a disposizione un "nilometro" fatto per misurare l'altezza delle acque del fiume e nominavano degli ufficiali a questo scopo.52

Una tecnologia costruttiva piena di segreti

Le strutture più importanti nell'antico Egitto, quelle che i visitatori ancora guardano con meraviglia oggi, sono le misteriose piramidi. Quella più straordinaria è la Grande Piramide, considerata il più grande edificio in pietra costruito nel mondo fino ad oggi. Gli storici e gli archeologi fin dal tempo di Erodoto hanno avanzato varie teorie su come questa piramide fu costruita. Alcuni hanno sostenuto che nella costruzione venivano usati gli schiavi e hanno suggerito diverse possibili tecniche, dalla tecnica a rampa a quella del terrazzamento. Il quadro completo che emerge da questi metodi ipotizzati è questo:

- Se questa piramide fosse stata costruita dagli schiavi, il loro numero sarebbe stato straordinariamente alto, circa 240.000.

- -Se fosse stata costruita una rampa per dirigere la piramide, sarebbe stato necessario qualcosa come otto anni per smantellare questa rampa dopo che la piramide fosse stata completata. Questa teoria, secondo l'ingegnere civile danese Garde-Hanson, è ridicola, perché una volta che una rampa viene smantellata, dovrebbero rimanere giganteschi blocchi grezzi. Ma nessuna prova del genere è stata trovata in alcun luogo.53

- Affermando che Garde-Hanson ha considerato alcuni aspetti sottovalutati da altri teorici, Moustafa Gadalla, nel suo libro L'inganno storico: la storia non detta dell'antico Egitto, si spinge oltre:

Provate a visualizzare incredibili numeri mentre visitate la piramide: 4000 scalpellini che per tutto l'anno producono 330 blocchi al giorno durante la stagione dell'inondazione, 4000 blocchi al giorno vengono trasportati al Nilo, traghettati, trascinati sulla rampa sulla piana di Giza e posti in opera sul posto - ad un tasso di 6,67 blocchi per minuto! Immaginate 6,67 blocchi ogni 60 secondi! 54

- Inoltre, bisogna tenere presente il fatto che l'area della superficie di ciascuna faccia della piramide è di circa 5,5 acri. Quindi erano necessarie circa 115.000 pietre di rivestimento per ogni superficie. Queste pietre sono state posizionate tanto scrupolosamente che gli spazi tra di esse sono troppo piccoli per lascia passare perfino un foglio di carta. 55

- Queste sono solo alcune delle obiezioni che mostrano come i segreti che riguardano la costruzione delle piramidi non sono affatto stati risolti dalla scienza e dalla tecnologia del ventunesimo secolo.

FATTI STRAORDINARI RIGUARDO LA PIRAMIDE
DI GIZA

Alcuni dei ricercatori delle piramidi di Giza hanno dimostrato che gli antichi Egizi possedevano una conoscenza altamente sviluppata di matematica e geometria. Oltre alla conoscenza di matematica e geometria, coloro che pianificavano le piramidi dovevano conoscere anche la misurazione della terra, la sua circonferenza e l'angolo di inclinazione sull'asse. Queste informazioni sulle piramidi, la cui costruzione cominciò circa nel 2.500 a.C., sono ancora più straordinarie se si considera che esse vennero costruite 2.000 anni prima dei matematici greci Pitagora, Archimede ed Euclide:

- Gli angoli della Grande Piramide dividono la regione del delta del Nilo in due metà uguali.
- Le tre piramidi di Giza sono state sistemate in modo da formare un triangolo , i cui lati hanno le proporzioni 3:4:5.
- La proporzione tra l'altezza della piramide e la sua circonferenza è uguale a quella fra il raggio di un cerchio e la sua circonferenza.
- La Grande Piramide è una gigantesca meridiana. Le ombre che getta tra metà ottobre e l'inizio di marzo riflettono le stagioni e la lunghezza dell'anno. La lunghezza delle lastre di pietra attorno alla piramide è equivalente alla lunghezza dell'ombra di un giorno.
- La lunghezza normale della base quadrata della piramide è uguale a 365,342 iarde egizie (un'unità di misura del tempo). Questo è molto vicino al numero dei giorni in un anno solare (che è stato calcolato di 365,224 giorni).
- Nella piramide, il perimetro della base diviso due volte la sua altezza è il numero Pi greco.

L'area totale delle quattro facce della piramide è uguale al quadrato della sua altezza. 56

Se si volesse ricostruire le piramidi…


La Grande Piramide di Cheope (Khufu) è fatta di circa 2 milioni e mezzo di blocchi di pietra. Presumendo che 10 blocchi venissero deposti in un giorno - il che richiedeva uno sforzo enorme da parte degli operai - ci sarebbero voluti 684 anni per deporre 2 milioni e mezzo di blocchi. Si pensa invece che la costruzione di queste piramidi abbia richiesto una media di soli 20 - 30 anni. Già soltanto il semplice calcolo rivela che, nel costruire le piramidi, gli Egizi usarono una tecnologia molto diversa e superiore.

Nel 1978 l'Istituto Americano del Calcare, in Indiana - una delle maggiori autorità mondiali per quanto riguarda la pietra calcarea - condusse uno stimolante studio di fattibilità, per stabilire quale dimensione di forza-lavoro e che tipi di materiali sarebbero stati necessari a costruire una piramide simile alla Grande Piramide di Giza. I funzionari della società descrissero le difficoltà che avevano incontrato, notando che anche triplicando la produzione media odierna, tagliare, costruire e spedire una quantità tale di pietra calcarea avrebbe richiesto all'incirca 27 anni. Inoltre, tutto questo lavoro sarebbe stato fatto usando la tecnologia americana - in altri termini martelli idraulici e seghe elettriche con testine di quarzo. Sarebbe stato necessario uno sforzo enorme solo per tagliare e trasportare la pietra, senza contare le verifiche di laboratorio necessarie per la costruzione della piramide né alcun altro lavoro preparatorio.57

E quindi, come fecero gli antichi Egizi a costruire queste piramidi giganti? Con quale forza, con quali attrezzature, con quali tecniche vennero realizzate le terrazze di pietra? Con quali mezzi le tombe di roccia vennero scavate? Che tipo di illuminazione c'era durante la costruzione? (Sulle pareti e sui soffitti all'interno delle tombe e delle piramidi non sono state trovate né macchie né fuliggine). Come sono stati estratti i blocchi di pietra dalle cave e come sono state levigate le loro varie facce scolpite? E come sono stati trasportati questi blocchi, pesanti parecchie tonnellate, e come sono stati messi insieme con una precisione di 1/1000 cm? L'elenco delle domande potrebbe essere ancora lungo. È mai possibile rispondere a queste domande in un modo logico irrazionale applicando la falsa concezione evoluzionista della storia dell'uomo? Naturalmente no!

Con la loro arte, medicina e cultura, gli antichi Egizi produssero una grandissima civiltà. Le opere che ci hanno lasciato, le terapie mediche che usavano e la conoscenza che accumularono, l'esperienza che possedevano sono solo alcune delle prove importanti di tutto ciò. Alcuni scienziati oggi sostengono addirittura che le opere prodotte dagli Egizi - per i quali, secondo la tesi dell'evoluzione della storia, la costruzione delle piramidi sarebbe stata eccessivamente difficile - in realtà vennero costruite da visitatori extraterrestri.


Gli edifici costruiti dalle società del passato usando pietre giganti indicano che anche allora devono essere state impiegate macchine simili a quelle usate nella costruzione moderna. La somiglianza di quest'oggetto d'oro decorativo con un macchinario edile è sconcertante. Scoperto a Panama negli anni 1920, si ritiene che questo oggetto fosse un pendente. Questa e simili scoperte confutano le tesi degli evoluzionisti che le società del passato erano completamente primitive. Ci sono stati, evidentemente, avanzamenti nella tecnologia e nella conoscenza accumulata durante il corso della storia, ma questo non significa che le persone del passato vivevano come animali. Delle società passate svilupparono vari dispositivi e usavano macchinari alla luce delle proprie esigenze.

Sopra a destra: Probabile modello di un escavatore dell'epoca.
Sotto a destra: Modello di un escavatore attuale.


Dettaglio del pannello posteriore del trono reale di Tutankhamen, il Cairo, Museo Egizio.

Naturalmente affermazioni di questo genere sono estremamente irrazionali ed illogiche, eppure gli evoluzionisti si nascondono dietro di esse, poiché tutta la loro demagogia non è in grado di offrire una spiegazione migliore. Innanzitutto e soprattutto, non c'è la benché minima prova a sostegno di tali affermazioni. Quando gli evoluzionisti comprendono che non possono offrire alcuna spiegazione basata sul caso o su un immaginario processo evolutivo, immediatamente si nascondono dietro l'idea dei "visitatori dallo spazio". In effetti, vennero fuori con questa idea ridicola quando compresero che il DNA nel nucleo cellulare e la prima proteina, che rappresenta il mattone fondamentale della vita, aveva strutture di gran lunga troppo complesse e straordinarie per essere nate per caso da sostanze inanimate. E così, i visitatori dello spazio devono aver portato e lasciato i primi organismi viventi sulla terra. Questa ridicola affermazione è una delle leggende che segnalano la posizione disperata in cui gli evoluzionisti si trovano.

La civiltà nell'antico Egitto - come tutte le altre civiltà nel corso della storia - è stata fondata da persone in possesso di ragione e volontà. Oggi, ci stupiamo dei manufatti che risalgono al 3000 a.C., e scienziati ed esperti del settore discutono di come questi possono essere stati creati. Ma ciò che in effetti importa è che la civiltà di 5000 anni fa, di cui oggi possiamo ancora vedere traccia, era evidentemente costruita con un'esperienza e una conoscenza sofisticata, formulata in migliaia di anni. In altre parole, le radici di questa antica civiltà risalgono a molto prima questo significa che nella notte dei tempi non ci sono stati umani primitivi, semi-animali, senza il dono della parola e che vivevano soltanto di caccia, come sostenuto dai proponenti della evoluzione della storia. Fin dal primo momento in cui il primo umano fu creato, l'Uomo ha avuto le stesse caratteristiche umane, l'intelligenza, la percezione della bellezza, la capacità di comprendere, la coscienza e i valori morali che ha l'Uomo d'oggi.

UN MODELLO DI ALIANTE NELLE TOMBE DELL'ANTICO EGITTO

I resti lasciatici da molte civiltà indicano che in tempi molto antichi era usato il trasporto aereo. Questo si può facilmente vedere nelle rovine Maya, in dipinti nelle piramidi Egizie e in iscrizioni Sumere. Per quello che possiamo dire, gli uomini hanno costruito e usato, migliaia di anni fa, veicoli simili ad alianti, aeroplani ed elicotteri.

In effetti, il Corano indica che il trasporto aereo può essere stato usato molto tempo fa:

"[Sottomettemmo] a Salomone il vento che percorre un mese [di marcia] il mattino e un mese la sera". (Corano, 34:12)

È molto probabile che le lunghe distanze cui si fa riferimento in questo versetto siano state percorse rapidamente nella giornata del Profeta Salomone (lpscl). Questo trasporto può aver avuto luogo per mezzo di veicoli azionati dal vento che utilizzavano una tecnologia simile a quella degli aereoplani odierni. (Dio conosce la verità).


Un modello di aliante che si ritiene risalga al 200 a.C.

Elemento di prova del fatto che le civiltà passate impiegassero il trasporto aereo è un modello di aliante trovato in Egitto. Questo modello, scoperto nel 1898, è stato datato al 200 a.C. circa. Naturalmente trovare un modello di aliante di circa 2.200 anni fa è un evento abbastanza notevole. Questo ritrovamento archeologico sconfigge completamente la concezione evoluzionista della storia. Un'immagine ancora più interessante è quella che ci si propone se si esaminano le caratteristiche tecniche del modello. La forme e le proporzioni delle ali di questo modello in legno sono progettate in modo da poter dare al velivolo il massimo dell'innalzamento con la minima perdita di velocità, come nel Concorde, un prodotto della odierna più avanzata tecnologia. Questo mostra anche che gli antichi Egizi avevano un'ottima conoscenza dell'aereodinamica.

Quante città facemmo perire perché furono ingiuste! Ora sono ridotte in rovine, quanti pozzi deserti e palazzi abbandonati!
(Corano, 22:45)

NELL'ANTICO EGITTO ESISTEVA L'ELETTRICITÀ?

I bassorilievi del tempio di Hathor a Dendera hanno rivelato la possibilità che gli antichi egizi conoscessero ed usassero l'elettricità. Esaminando attentamente le figure in questi bassorilievi, si vede che, proprio come oggi, a quel tempo doveva essere usato un isolamento dall'alto voltaggio: una forma simile a una lampadina è sostenuta da una colonna rettangolare (chiamata la colonna Djed, che si ritiene fosse un isolante). Questa somiglianza tra la forma nell'immagine e le lampadine elettriche è sconcertante. 58 Nel 1933, analizzando antichi oggetti metallici Egizi, il dottor Colin G. Fink - inventore della lampadina elettrica a filamento di tungsteno scoprì che gli egizi conoscevano un metodo per placcare il rame con l'antimonio circa 4.300 anni fa. Era un metodo con si raggiungevano cui gli stessi risultati che si ottengono oggi con l'elettroplaccatura. 59


La somiglianza con le lampadine odierne delle figure in questi bassorilievi del tempio di Hathor a Dendera ha sconcertato gli scienziati.

Gli scienziati hanno sperimentato il sistema raffigurato nei bassorilievi per stabilire se poteva emettere luce. L'ingegnere elettrico austriaco Walter Garn ha studiato in modocmolto particolareggiato i bassorilievi, e ha riprodotto la colonna isolante Djed, la lampadina e il filo intrecciato. Il modello da lui costruito in effetti funzionava ed emetteva luce. 60


La colonna Djed, che si trova spesso nei disegni Egizi, forse rappresenta un tipo di congegno elettrico. La colonna forse poteva servire da generatore, per fornire l'illuminazione.

Un'altra prova che gli antichi egizi possono aver usato l'elettricità è l'assenza di qualunque traccia di fuliggine sulle pareti interne delle loro tombe e piramidi. Se, come sostengono gli archeologi e evoluzionisti, usavano torce e lampade ad olio per illuminare, inevitabilmente avrebbero dovuto lasciare tracce di fuliggine. Ma non ci sono tracce di questo genere in nessun luogo, nemmeno nelle camere più profonde. Sarebbe stato impossibile continuare la costruzione senza la necessaria illuminazione e, soprattutto, sarebbero state impossibili le splendide pitture murali che sono state dipinte sulle pareti. Ciò rafforza la possibilità che l'elettricità fosse davvero utilizzata nell'antico Egitto.

43. Moustafa Gadalla, L'inganno storico: la storia non detta dell'Antico Egitto, Bastet Publishing, Erie, Pa., USA, 1996, pp. 295, 296.
44. Intervista con il dottor Zahi Hawass, responsabile delle piramidi, http://www.pbs.org/wgbh/nova/pyramid/excavation/hawass.html
45. Gadalla, L'inganno storico, p. 296
46. http://www.amonline.net.au/teachers_resources/ background/ancient_egypt04.htm
47. Afet İnan, Eski Mısır Tarihi ve Medeniyet (Storia e civiltà dell'Antico Egitto), Ankara: Türk Tarih Kurumu Basımevi, 1956, p. 318.
48. Ibid., p. 87.
49. Ibid., p. 201.
50. James Henry Breasted, Tempi antichi o Una storia dell'inizio del mondo, 1916, p. 64.
51. Moustafa Gadalla, Armonia egiziana: la musica visiva, NC, Tehuti Research Foundation, 2000, p. 64.
52. http://www.waterhistory.org/histories/cairo/
53. Gadalla, L'inganno storico, p. 115
54. Ibid., p. 116.
55. Ibid.
56. Gli occhi della Sfinge, NY, Berkley Publishing Group, 1996, pp. 118-119.
57. 2 Nova Productions, Chi costruì le piramidi, www.pbs.org
58. Frank Dörnenburg, "Luce elettrica in Egitto?" http://www.worldmysteries.com/sar_lights_fd1.htm
59. William R. Corliss, L'uomo antico: manuale di manufatti sconcertanti, Maryland:, The Sourcebook Project, 1978, p. 443.
60.http://www.unsolved-mysteries.net/english/ earchiv/e8archivobj005.htm