SORPRENDENTI RESTI DI ANTICHE CIVILTÀ

I megaliti: straordinari manufatti nella storia umana

Megalite è il nome che viene dato a monumenti formati da grandi blocchi di pietra. Molti antichi megaliti sono sopravvissuti fino ad oggi. Uno degli aspetti più sorprendenti di questi monumenti è il modo in cui tali enormi blocchi di pietra, alcuni pesanti più di una tonnellata, venivano usati per costruire le strutture in questione, come queste pietre venivano trasportate nei siti di costruzione e con quali tecniche. Come potevano le persone del tempo costruire queste strutture mettendo un enorme blocco sopra l'altro? Questi megaliti erano in genere costruiti usando pietre portate da molto lontano e vengono considerati oggi come meraviglie dell'edilizia e dell'ingegneria. Coloro che producevano tali opere dovevano ovviamente possedere tecnologie avanzate.


La tecnica e la tecnologia costruttive impiegate per le piramidi restano un mistero. Queste gigantesche opere, la cui costruzione sarebbe difficile ripetere anche usando la tecnologia attuale, sono state compiute da persone altamente competenti che vivevano 2.500 anni fa.

Prima di tutto, naturalmente, per poter creare tali monumenti è essenziale la programmazione, con piani che devono essere comunicati accuratamente e completamente a tutti coloro che sono coinvolti nel progetto. Devono essere preparati i disegni tecnici del luogo dove il monumento deve essere eretto. Inoltre, i calcoli in questi disegni devono essere esenti da qualunque errore, perché la più piccola imprecisione renderà impossibile la costruzione del monumento. Oltre a ciò, è necessaria anche un'organizzazione perfetta se si vuole realizzare la costruzione. Ci sono poi fattori vitali perché la costruzione proceda nella maniera desiderata: come il coordinamento dei lavoratori e il soddisfacimento dei loro bisogni (il loro nutrimento, il riposo, etc.).

Chiaramente le persone coinvolte nella costruzione di questi monumenti possedevano una mole di conoscenze e una tecnologia di gran lunga superiori a ciò che generalmente si crede. Come asserito in precedenza in questo libro, la civiltà non sempre si muove in avanti: a volte regredisce. Indubbiamente, la maggior parte delle volte, è possibile che civiltà avanzate e arretrate esistano contemporaneamente in diverse parti del mondo.


Il Cancello Ishtar, Baghdad

È estremamente probabile che coloro che costruirono i megaliti possedessero una civiltà avanzata, come mostrano i resti archeologici e storici. Le strutture che essi producevano dimostrano che avevano una conoscenza molto ampia di matematica e geometria; che conoscevano la tecnologia necessaria per costruire monumenti calcolando dei punti fissi in aree collinose, che usavano delle attrezzature (come il compasso) per determinare le posizioni geografiche e che, quando necessario, potevano trasportare i materiali necessari per la costruzione da molti chilometri di distanza. Naturalmente, non potevano riuscire a fare tutto ciò usando soltanto strumenti primitivi e manodopera. Infatti, molti esperimenti fatti da ricercatori ed archeologi hanno dimostrato che sarebbe stato impossibile costruire questi monumenti nelle condizioni proposte dalla teoria dell'evoluzione. I ricercatori che hanno provato a costruire monumenti simili riproducendo le immaginarie condizioni della "Età della Pietra" così come ipotizzata dagli evoluzionisti, hanno fallito miseramente. Questi ricercatori non hanno soltanto trovato difficile costruire strutture simili ma hanno anche incontrato enormi difficoltà per trasportare le pietre da un luogo all'altro. Questo dimostra ancora una volta che le persone di quell'epoca non conducevano vite arretrate, come gli evoluzionisti vorrebbero farci credere. Conoscevano e comprendevano l'architettura, facevano un uso esperto della tecnologia della costruzione e facevano anche indagini astronomiche.

È perfettamente comprensibile che, da civiltà di migliaia di anni fa, siano rimasti soltanto blocchi di pietra, strutture in pietra e vari strumenti in pietra. Tuttavia, non è affatto logico osservare una manciata di strutture e di manufatti di pietra e concludere con ciò che chi viveva a quel tempo avesse una civiltà sottosviluppata, completamente mancante di qualunque tecnologia e fosse in grado di usare soltanto la pietra. Tale asserzione, sulla base di vari dogmi, non ha alcun significato scientifico. Ma se consideriamo questi dati senza farci influenzare negativamente da preconcetti, si possono dare alcune interpretazioni abbastanza vicine alla realtà. Anche se una società di centinaia di migliaia di anni fa viveva in splendide case di legno, costruiva belle ville con finestre di vetro e usava i materiali decorativi più graziosi, ovviamente, solo una prova minima di tutto ciò potrà sopravvivere agli effetti erosivi dei successivi secoli di vento, pioggia, terremoti e inondazioni. In condizioni naturali, di media ci vogliono da 100 a 200 anni perché il legno, il vetro, il rame, il bronzo e vari altri metalli si distruggano. In altre parole, nel giro di due secoli le mura della vostra casa saranno distrutte e dell'arredamento all'interno resterà davvero poco. Anche meno resterà se su di essa si abbattono dei terremoti, degli alluvioni o delle tempeste. Tutto ciò che resterà saranno blocchi di pietra, che impiegano molto più tempo a consumarsi. Anche allora, la pietra verrà spezzata in frammenti più piccoli. Sulla base di questi blocchi di pietra, quindi, è impossibile dare delle interpretazioni sulle vite quotidiane delle società dell'epoca. Le loro relazioni sociali, credenze, gusti e sensibilità artistica non possono essere dedotti con una parvenza di certezza.


Il libro di Rudyard Kipling, Storie proprio così.

Invece, gli evoluzionisti tentano ancora l'impossibile, arricchendo le varie scoperte con interpretazioni fasulle e inventando diversi scenari. Il fatto di produrre leggende distorcendo i fatti è cosa in realtà criticata anche da alcuni degli stessi evoluzionisti! A questo approccio è stato perfino dato un nome, quello di "Storie proprio così".

Comparso in una critica del famoso paleontologo evoluzionista Stephen Jay Gould, questo termine venne preso a prestito dal libro del 1902, che portava lo stesso nome, dello scrittore e poeta inglese Rudyard Kipling (1865-1936). In questo libro di racconti per bambini, Kipling narrava numerose storie fantastiche su come le cose viventi potessero aver acquisito i loro vari organi e attributi. Per esempio, scriveva così sulla proboscide dell'elefante:

"Nei lontani tempi bui, l'Elefante, o amatissimo, non aveva proboscide. Egli aveva soltanto un naso rigonfio e nerastro... Ma c'era un Elefante - un Nuovo Elefante, un Elefante Cucciolo - che era pieno di curiosità insaziabile... Così continuò... fino a quando inciampò in quello che credeva essere un pezzo di legno proprio sul confine del grande grigio-verde, grasso Fiume Limpopo, tutto circondato da eucalipti. Ma in realtà quello era il Coccodrillo... Allora il Cucciolo Elefante mise la sua testa vicino alla bocca muschiosa e zannuta del Coccodrillo e il Coccodrillo lo afferrò per il piccolo naso... Allora il Cucciolo Elefante si accovacciò, e tirò, tirò e tirò, finché il suo naso cominciò ad allungarsi. E il Coccodrillo si dibatteva nell'acqua, intorbidandola tutta con grandi colpi della sua coda, e tirava, e tirava e tirava". 38

Gould e altri scienziati evoluzionisti hanno criticato la letteratura che si è riempita di simili scenari, senza alcuna prova a sostenerli. Lo stesso si applica a coloro che tentano di spiegare lo sviluppo delle società in termini di teoria dell'evoluzione. Come nelle favole di Kipling, le Storie proprio così degli scienziati sociali evoluzionisti si basano esclusivamente sull'immaginazione. Infatti, prendono in considerazione una storia dell'umanità fondata su civiltà i cui presunti antenati erano in grado soltanto di grugnire e usare attrezzi di pietra grezzi, vivevano nelle caverne e sopravvivevano cacciando e raccogliendo frutta, e che, essendosi sviluppati conseguenza, cominciarono ad occuparsi di agricoltura, e più tardi cominciarono usare metalli vinceranno a instaurare relazioni sociali man mano che il loro potere mentale aumentava. Questa "storia" non è molto diversa dalla storia del modo in cui l'elefante ebbe la sua proboscide.

Gould descrive così tale approccio antiscientifico:

"Gli scienziati sanno che questi racconti sono leggende; sfortunatamente, vengono presentati nella letteratura professionistica, nella quale vengono prese troppo sul serio e alla lettera. Allora diventano "fatti" ed entrano nella letteratura popolare..." 39

Inoltre, Gould afferma che queste leggende non provano alcunché in termini di teoria dell'evoluzione:

"Queste leggende, nella tradizione di "storie proprio così" della storia naturale evoluzionista, non provano alcunché. Ma il peso di queste e molti casi simili hanno indebolito la mia fede nel gradualismo molto tempo fa. Menti più creative possono ancora conservarla, ma certi concetti recuperati soltanto da facile speculazione non hanno per me molto interesse". 40

Newgrange


Newgrange, una delle strutture in pietra più conosciute al mondo, che consiste di 93 megaliti.

Si ritiene che questo monumento sepolcrale nei pressi di Dublino sia stato costruito nel 3200 a.C. circa. Newgrange era già antica prima che esistesse la civiltà Egizia, e prima della nascita delle civiltà Babilonese e Cretese. Stonehenge, una delle strutture in pietra più famose al mondo, non era ancora stata costruita. La ricerca ha dimostrato che Newgrange non era soltanto una tomba ma che i suoi costruttori avevano una conoscenza estesa di astronomia e possedevano, inoltre, tecniche ingegneristiche e conoscenze architettoniche degne di nota.

Moltissimi archeologi descrivono Newgrange come un miracolo tecnico. Per esempio la cupola sulla struttura è una meraviglia ingegneristica di per sé. Le singole pietre, pesanti al fondo e più leggere nella parte superiore, sono state poste l'una sull'altra in modo così esperto che ognuna è leggermente sporgente rispetto a quella sottostante. Da questa struttura un camino esagonale alto 6m si alza nella sua parte centrale. In cima al camino c'è un coperchio in pietra e può essere aperto e chiuso a piacimento.


La pietra d'ingresso e la scatola del tetto a Newgrange. Ancora non si è scoperto come venivano trasportati i blocchi, né quale tecnica fu impiegata per la costruzione.

Naturalmente, questa struttura gigantesca fu costruita da persone con un'eccellente abilità in ingegneria, capaci di calcolare accuratamente, programmare esattamente, trasportare pesanti carichi di pietra e fare buon uso della loro conoscenza tecnica edile. Gli evoluzionisti non possono spiegare come questa struttura sia stata eretta perché, secondo la loro visione irreale, gli esseri di quel tempo arrancavano in condizioni primitive e arretrate. Ma è impossibile che un simile enorme monumento sia stato costruito da qualcuno che non avesse una sofisticata conoscenza di ingegneria e costruzioni.

Le sole caratteristiche astronomiche della struttura sono stupefacenti. Questo monumento gigantesco è stato costruito in modo tale che al solstizio d'inverno produca uno splendido spettacolo di luci. Poco dopo l'alba della giornata più corta dell'anno (il 21 dicembre), una lama di luce illumina la camera mortuaria di Newgrange. A questo punto si produce un perfetto gioco di luci: i raggi del sole nascente passano attraverso una stretta apertura sul fondo del tetto sopra l'entrata e illuminano il passaggio nella camera interna. I blocchi di pietra sono sistemati secondo angolature che permettono alla luce di raggiungerli e di essere da essi riflessa,un fattore fondamentale per rendere possibile questo spettacolo di luci.

È evidente, dunque, che i costruttori di questa struttura gigantesca non solo avevano rudimenti di ingegneria ma avevano anche conoscenze di astronomia che permettevano loro di calcolare la lunghezza dei giorni e i movimenti del Sole.

Newgrange è soltanto una delle molte strutture in pietra dei tempi antichi sopravvissute in Inghilterra. Osservando questa struttura, si può concludere che è stata costruita da persone con una gran patrimonio di conoscenza, che usava tecniche e metodi avanzati. Quale interpretazione si può dare riguardo il tipo di vita che queste persone conducevano? È possibile che le persone che costruirono una simile struttura vivessero in ambienti confortevoli e civilizzati. Se avevano una tale conoscenza di astronomia e una sufficiente esperienza per interpretare correttamente quelle osservazioni, le loro vite quotidiane dovevano essere parimenti civilizzate, in proporzione diretta a quella mole di conoscenza. Questo monumento in pietra può essere l'unico edificio che sopravvive di una società che viveva in case confortevoli, aveva giardini ben tenuti, si curava in buoni ospedali, era occupata in attività commerciali, teneva in considerazione l'arte e la letteratura e godeva di un ampio e importante patrimonio culturale. Tutte queste sono interpretazioni realistiche sulle persone che costruirono questo monumento di pietra, sulla base di dati archeologici e di fatti storici. Eppure, gli evoluzionisti, abituati a pensare soltanto in termini materialistici, preferiscono raccontare storie che sono il prodotto di veri e propri dogmi, piuttosto che dare delle interpretazioni razionali compatibili con la scienza. Tuttavia, queste loro storie non possono esprimere una definitiva e vera spiegazione.

Stonehenge


È possibile che Stonehenge sia stata costruita per fungere da basamento di un edificio in legno. Un edificio in legno eretto su queste pietre sarebbe stato inattaccabile da vento e tempeste. È probabile che siano sopravvissute soltanto le fondamenta dell'edificio. I metodi e i motivi della costruzione di Stonehenge sono ancora materia di discussione ma una caratteristica importante rivelata dagli scienziati è la sua relazione con l'astronomia. Chi ha costruito questa struttura aveva una conoscenza avanzata dei cieli, come pure dell'ingegneria.

Stonehenge, un monumento che si trova in Inghilterra, è composto da circa 30 enormi blocchi di pietra sistemati in cerchio. Ognuno di questi blocchi è alto circa 4,5 metri e pesa circa 25 tonnellate. Il monumento ha attirato l'attenzione di moltissimi ricercatori e molte teorie sono state proposte su come e perché sia stato eretto. Ciò che importa qui non è quale di queste teorie,eventualmente, sia davvero esatta ma che questo monumento ancora una volta invalidi la teoria della "evoluzione" nella storia dell'umanità.

La ricerca rivela che Stonehenge fu costruito in tre fasi principali a partire dal 2800a.C. circa. In altre parole, la storia della sua costruzione risale a circa 5000 anni fa. La fase iniziale della costruzione comprese lo scavo di un fossato, di un terrapieno e di alcuni pozzi rotondi nel calcare. Nella seconda fase, circa 80 lastroni di pietra vennero sistemati in due anelli attorno al centro del sito e fuori di essi venne eretto uno zoccolo in pietra. Più tardi venne formato un cerchio esterno di massi di arenaria, con una sequenza continua di piattabande.

Uno degli aspetti più notevoli di questo monumento sono i lastroni usati, perché non ci sono nelle vicinanze cave di tali pietre. Queste pietre sono state portate su questo sito dalle montagne Preseli, a circa 380 km di distanza. Se, come sostengono gli storici evoluzionisti, la gente in quel tempo viveva in condizioni primitive, con a propria disposizione come unici strumenti argani in legno, zattere di tronchi e asce di pietra, come avrebbero potuto trasportare queste pietre da quella distanza fino alla regione in cui Stonehenge si trova ora? Questa domanda non trova risposta in scenari che sono pure invenzioni e congetture.

Un gruppo di ricercatori provò a trasportare le lastre fino a Stonehenge ricostruendo l'equipaggiamento che si presumeva venisse usato quel tempo. A questo scopo, usarono degli argani in legno, costruirono una zattera in grado di trasportare le pietre di una dimensione simile, collegando insieme tre zattere, fecero avanzare la zattera controcorrente spingendola con pali di legno e infine provarono a spostare le pietre sulla collina usando delle ruote rozzamente realizzate a mano. Ma i loro sforzi furono vani. Questo è stato solo uno degli esperimenti effettuati per poter stabilire come i lastroni possano essere stati trasportati fin dove si trova Stonehenge. Ne sono stati provati molti altri e i ricercatori hanno cercato di capire quali metodi di trasporto possano aver usato le persone dell'epoca ma nessuno di questi tentativi è arrivato nemmeno lontanamente vicino al successo, perché sono stati tutti condotti nell'errata convinzione che chi costruì Stonehenge aveva una cultura arretrata e usava soltanto strumenti rozzi fatti di pietra e legno.

Un altro punto che deve essere sottolineato è che gli esperimenti in questione beneficiavano della tecnologia attuale. Sono stati usati vari modelli prodotti nei cantieri navali, impiegate funi prodotte in fabbriche high-tech e fatti piani e calcoli dettagliati. E nonostante questo, non si sono ottenuti risultati positivi. Tuttavia, le persone che vivevano circa 5000 anni fa trasportarono queste pietre, pesanti ognuna varie tonnellate e le sistemarono in un cerchio calcolando la loro esatta posizione geografica. Chiaramente, non poterono compiere tutto ciò con attrezzi in pietra, zattere fatte di tronchi e argani di legno. Stonehenge e i molti altri megaliti sono stati costruiti utilizzando qualche tecnologia che oggi non siamo nemmeno in grado di immaginare.


È impossibile che pietre pesanti ognuna molte tonnellate, come quelle usate nella città sudamericana di Tiahuanaco, siano state trasportate senza cavi d'acciaio, argani e altre attrezzature edili.

Gli straordinari resti nella città di Tiahuanaco

A circa 4000 m sul livello del mare, nelle Ande tra Bolivia e il Perù, la città di Tiahuanaco è piena di rovine che lasciano di stucco i visitatori. La regione è considerata una delle meraviglie archeologiche del sud America, o meglio, del mondo intero.

Uno degli oggetti più straordinari di Tiahuanaco è un calendario che mostra gli equinozi, le stagioni e la posizione della luna in ogni ora e i suoi movimenti. Questo calendario è una delle prove che le persone che vivevano lì possedevano una tecnologia molto avanzata. Tra gli altri resti straordinari di Tiahuanaco ci sono monumenti fatti di alti blocchi di pietra, alcuni dei quali pesano qualcosa come 100 tonnellate.

Racconta uno scrittore del Readers's Digest: "... i migliori ingegneri del giorno d'oggi ancora si chiedono se mai sarebbero capaci di tagliare e muovere enormi massi di roccia come quelli usati per costruire quella città. Sembra quasi che per tagliare i blocchi giganti sia stato usato uno stampo..." 41


Il Cancello del Sole, che si stima pesi circa 10 tonnellate, non avrebbe potuto essere costruito da una società priva di mezzi tecnologici, come sostengono gli evoluzionisti. Queste strutture invalidano l'affermazione degli evoluzionisti che la storia umana si è evoluta da primitiva a più sviluppata.

Per esempio le mura della città furono costruite ponendo dei blocchi pesanti 60 tonnellate su altri blocchi di arenaria che pesano circa 100 tonnellate. La lavorazione usata per costruire queste mura richiedeva un'abilità enorme. Enormi blocchi squadrati vennero uniti con solchi accurati. In alcuni blocchi, pesanti 10 tonnellate, sono stati aperti dei fori lunghi 2,5 m. In alcune parti delle rovine, ci sono condotte d'acqua in pietra, lunghe 1,8 metri e larghe un metro. Sono di una regolarità raramente eguagliata perfino oggi. È impossibile che queste persone abbiano prodotto tali opere in assenza di mezzi tecnologici, nel modo che sostengono gli evoluzionisti. Questo perché, nelle presunte condizioni primitive, ci sarebbe voluto più della durata di una vita umana per produrre solo una di queste strutture. Il che, a sua volta, avrebbe significato impiegare secoli per creare Tiahuanaco, che da sola mostra come la tesi evoluzionista sia falsa.

Uno dei monumenti più notevoli di Tiahuanaco è il cosiddetto Cancello del Sole. Costituito da un unico blocco, è alto 3 metri e largo 5, e si ritiene pesi più di 10 tonnellate. Il cancello è decorato con varie incisioni. Non è possibile dare alcuna spiegazione riguardo ai vari metodi usati per costruire il cancello. Che tipo di tecnologia fu impiegata nella costruzione di una struttura tanto imponente? Come sono stati estratti blocchi di pietra da 10 tonnellate e con quali mezzi sono stati trasportati dalle cave di pietra? È chiaro che a tutto ciò sì è arrivati usando qualcosa più che dei semplici attrezzi e equipaggiamenti, del tipo che gli evoluzionisti presuppongono.

Quando si considerano anche le condizioni geografiche della regione in cui Tiahuanaco si trova, l'intera faccenda assume delle proporzioni anche più straordinarie. La città è lontana molti chilometri da qualunque normale area di insediamento e si trova su un altopiano a circa 4000 m di altitudine, dove la pressione atmosferica è circa la metà del livello del mare. Il livello di ossigeno fortemente ridotto qui faceva sì che i lavori che richiedevano l'impiego di forza umana fossero anche più difficili.

Tutto ciò per dimostrare che, come molte altre regioni del mondo, anche qui in passato esistevano civiltà avanzate - il che invalida la tesi che le società "si evolvono" sempre verso stati più progrediti.

ESPERTI SCALPELLINI A GOBEKLI TEPE 11.000 ANNI FA

La pietra scolpita nelle fotografie in basso a sinistra e le sue forme dettagliate mostrano tutto il gusto artistico di chi l'ha realizzata, 11.000 anni fa. Quel che più importa, tuttavia è che gli artisti devono aver usato degli strumenti di metallo per intagliare queste pietre, non essendo possibile averlo fatto colpendo o strofinando una pietra contro l'altra. Un lavoro tanto raffinato è possibile soltanto per mezzo di strumenti come i torni, le lime e le seghe in metallo usate oggi nella lavorazione della pietra. La fotografia in basso a destra mostra uno scalpellino contemporaneo al lavoro, che usa tecniche simili. Gli artisti vissuti 11.000 anni fa possono aver prodotto le loro opere d'arte soltanto impiegando metodi simili.

BLOCCHI COSTRUTTIVI GIGANTESCHI CHE PESANO 20.000 TONNELLATE

Nell'antica città Inca di Sacsahuamán nei pressi di Cuzco, in Perù, si trova un edificio costruito usando blocchi di pietra che pesano tonnellate, messi a così stretto contatto che è impossibile far passare tra di loro un pezzo di carta. Inoltre, non è stato usato alcun cemento o malta. I blocchi sono stati messi insieme con la più grande competenza e precisione. Il modo in cui tali enormi blocchi sono stati tagliati per combaciare così perfettamente gli uni con gli altri, non è ancora stato possibile riprodurlo usando la tecnologia odierna.

Ciò che più straordinario, uno dei blocchi di pietra usati nella costruzione è molto più grande degli altri. Questo blocco ha la dimensione di una casa a cinque piani e pesa circa 20.000 tonnellate! In che modo i costruttori di Sacsahuamán riuscirono a trasportarlo resta un mistero. Anche con le attrezzature attuali, è impossibile sollevare un tale peso fuori dell'ordinario. Anche l'argano più grande del mondo d'oggi troverebbe difficile sollevare un tale carico. Gli Incas dell'epoca, con tutta probabilità, usarono qualche tecnologia che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare.

L'USO DI PIETRE GIGANTESCHE NELLE COSTRUZIONI PRESUPPONE UNA COMPETENZA ENORME

Le strutture prodotte usando delle pietre che pesano decine di migliaia di tonnellate lasciano ancora senza parole i contemporanei.

Muovere tali pietre enormi è possibile soltanto usando attrezzature costruttive avanzate come argani e i cavi d'acciaio. È impossibile estrarre queste pietre dalle cave, ancora di più trasportarle, metterle in posizione o lavorarle usando attrezzature come legno, tronchi, funi e fragili attrezzi in rame, del tipo che gli evoluzionisti sostengono venissero usati. La foto piccola al centro mostra come fu possibile trasportare la parte della testa della enorme statua di Ramsete soltanto usando argani con cavi d'acciaio.

Le file di colonne a Luxor furono commissionate da Amenhotep III e vennero decorate da Tutankhamen.

 

Baalbek, Tempio di Giove

Anche nella costruzione di questo edificio, oggi conosciuto come Tempio di Giove, vennero usati blocchi di pietra giganteschi. Il blocco di pietra segnalato in rosso nella fotografia piccola è uno dei tre grandi blocchi usati nel muro di contenimento. Ognuno di questi tre blocchi è alto circa 4,5m, largo 3,5m e lungo 19m. Il loro peso medio è di circa 800 tonnellate. Affinchè dei blocchi tanto grandi siano stati estratti e trasportati dalle loro cave suggerisce quali attrezzature costruttive avanzate devono essere state usate?

L'OBELISCO CHE GLI EVOLUZIONISTI NON
SANNO SPIEGARE

Gli obelischi sono uno dei resti straordinari sopravvissuti fino ai giorni nostri dalle civiltà passate. Deve essere stata usata una tecnologia altamente avanzata per estrarre queste pietre verticali, lunga circa 20m e pesanti varie tonnellate, dalle cave, trasportarle, intagliare le loro superfici e porle in posizione eretta. Uno dei più antichi di questi obelischi conosciuti è quello eretto a Karnak, in Egitto, all'incirca nel 1400 avanti Cristo. Esso è alto 29,5m, largo 1,62m e pesa 325 tonnellate. Sono indispensabili competenza tecnica e infrastrutture adatte per trasportare un blocco tanto grande e pesante dalla cava alla sua collocazione attuale in un pezzo unico. Gli strumenti di bronzo e di rame si piegano facilmente, e quindi non possono essere stati usati, quindi sono stati necessari strumenti di ferro e acciaio. Ciò confuta la tesi evoluzionista che il ferro e i metalli simili erano sconosciuti nel periodo in questione.


La parte che si ritiene sia stata sulla cima dell'obelisco (segnalata dal cerchio rosso) indica forse che queste pietre erette venivano usate come parafulmini.

Un obelisco non finito in una cava di granito vicino Aswan. Quest'obelisco, due volte l'altezza degli altri, misura 41,75m e pesa circa 1.168 tonnellate. Deve essere stata usata una tecnologia avanzata per poter estrarre questa pietra gigante dalla cava e per trasportarla alla sua destinazione.

LE SCOPERTE DI PUMA PUNKU CHE SMENTISCONO L'EVOLUZIONE

La dimensione dei megaliti che formano le rovine della piramide di Puma Punku sbalordisce i visitatori. Un blocco della piramide a gradoni, la cui base misura circa 60 x 50m, pesa circa 447z tonnellate. Le altre pietre usate pesano tra le 100 e le 200 tonnellate. Non è affatto logico sostenere, come fanno gli evoluzionisti, che questi blocchi giganti siano stati trasportati i tronchi usando delle stesse funi.

L'archeologia evoluzionista non riesce a spiegare i segni con cui molti megaliti di Puma Punku sono uniti. Questi ricordano delle graffe di metallo. Per lungo tempo si è pensato che queste graffe a forma di T fossero state pre-fuse in una fornace, quindi poste a freddo nella scanalatura dei blocchi. Gli studi successivi con il microscopio a scansione elettronica, invece, hanno rivelato che sono stati versati fusi nelle scanalature. L'analisi spettrografica ha mostrato che queste graffe erano fatte di una lega di 2,05% di arsenico, 95,15% di rame, 0,26% di ferro, 0,84% di silicio e 1,70% di nickel. Tutto ciò è la prova che le società del passato usavano attrezzature avanzate nei processi costruttivi. 42


Il segno delle graffe di metallo che s'incontrano numerosi a Puma Punku
Il segno delle graffe di metallo che si vede sui blocchi di Ollantaytambo
Il segno delle graffe di metallo sulle strutture in pietra di Angkor Wat, in Cambogia

38. Rudyard Kipling, L'elefantino, da Storie proprio così, 1902; http://www.boop.org/jan/justso/elephant.htm
39. Stephen Jay Gould, "Introduzione" in Björn Kurtén, Danza della tigre: un romanzo dell'era glaciale, New York, Random House, 1980, pp. xvii-xviii.
40. Stephen Jay Gould, "Il ritorno dei mostri speranzosi" in Il pollice del panda: altre riflessioni sulla storia naturale, [1980], London, Penguin, 1990, ristampa, p. 158.
41. Simone Waisbard, in Gli ultimi misteri del mondo (II edizione), Reader's Digest, 1978, p. 138.
42. Graham Hancock, Santha Faiia, Specchio del cielo: in cerca della civiltà perduta, New York, Three Rivers Press, 1998, p. 304.