LE CIVILTÀ POSSONO ESSERE
ARRETRATE COSI COME AVANZATE

L'arte progredita delle caverne


Una delle pitture murali scoperte nelle caverne di Lascaux. Chiaramente, non può essere opera di un essere umano primitivo che soltanto da poco si era distaccato dalle scimmie.

Gli evoluzionisti sostengono che circa 30/40.000 anni fa in Europa, e ancor prima in Africa, i cosiddetti umani scimmieschi attraversarono un improvviso processo di transizione e, all'improvviso, acquisirono l'abilità di ideare e costruire oggetti, proprio come gli esseri umani di oggi. Questo perché i ritrovamenti archeologici di quel periodo offrono delle prove significative che la teoria dell'evoluzione non riesce a spiegare. Secondo le tesi darwiniste, la tecnologia degli strumenti in pietra, che era rimasta immutata per circa 200.000 anni, fu improvvisamente sostituita da una più avanzata e rapidamente si sviluppò una tecnologia di manufatti. Il cosiddetto uomo primitivo, che si presume fosse disceso dagli alberi e avesse cominciato a modernizzarsi solo poco prima, all'improvviso sviluppò dei talenti artistici e cominciò a scolpire o a dipingere immagini di straordinaria bellezza e sofisticazione sulle pareti delle caverne, producendo oggetti decorativi enormemente belli, come collane e bracciali.

Che cosa accadde per provocare un tale sviluppo? Come e perché gli "esseri primitivi metà-scimmia" acquisirono una tale abilità artistica? Gli scienziati evoluzionisti non hanno alcuna spiegazione di come questo possa essere capitato, anche se propongono varie ipotesi. L'evoluzionista Roger Levin descrive le difficoltà che i darwinisti incontrano su questo argomento nel suo libro L'origine degli umani moderni: "Forse a causa dei reperti archeologici ancora incompleti a dir poco ambigui, gli studiosi rispondono a queste domande in modi molto diversi". 9

Tuttavia, i dati archeologici rivelano che l'uomo ha avuto una comprensione culturale fin da quando è esistito.

Di quando in quando, questa comprensione può essere avanzata, regredita o aver subito improvvisi cambiamenti. Ma questo non significa che abbia avuto luogo un processo evolutivo e che non si siano invece prodotti degli sviluppi e dei cambiamenti culturali. La comparsa di opere d'arte che gli evoluzionisti descrivono come "improvvisa" non dimostra alcun progresso umano biologico (soprattutto non in termini di abilità intellettuale). Le persone del tempo possono aver subito vari cambiamenti sociali e la loro comprensione artistica e produttiva può essere stata cambiata ma questo non costituisce una prova di una transizione dal primitivo al moderno.


Se le generazioni successive dovessero valutare le opere d'arte attuali alla luce dei preconcetti evoluzionisti, potrebbero risultarne opinioni molto diverse sulla nostra società. Gli evoluzionisti del futuro potrebbero vedere le opere di Paolo Picasso o di Salvator Dalì o di altri surrealisti e suggerire che le persone dei nostri tempi fossero alquanto primitive. Tuttavia, questo sarebbe molto lontano dal riflettere i fatti reali.

Al centro: Uomo con la pipa, Pablo Picasso Chitarra, Pablo Picasso
A sinistra: Il cavallo fiammeggiante, Salvador Dalì
A destra: L'orologio che esplode, Salvador Dalì

La contraddizione tra i resti archeologici lasciati dagli individui del passato e i resti anatomici e biologici tuttora esistenti - secondo gli evoluzionisti - ancora una volta invalida le tesi darwiniste su questo argomento. (Per le prove dettagliate che scientificamente demoliscono l'ipotetico albero genealogico umano, che è l'affermazione fondamentale di darwinisti, vedere Il darwinismo confutato di Harun Yahya). Gli evoluzionisti sostengono che lo sviluppo culturale umano deve essere direttamente proporzionale allo sviluppo biologico. Per esempio, gli uomini devono esprimere le loro emozioni prima attraverso segni semplici, poi svilupparli ulteriormente, fino quanto per gradi arrivano infine al picco della realizzazione artistica. Tuttavia, i primi resti artistici della storia umana smentiscono totalmente questa tesi. Le pitture, le sculture e i rilievi delle caverne, ampiamente considerati il primo esempio di arte, provano che gli esseri umani di quel periodo possedevano una comprensione estetica superiore. Gli scienziati che conducono ricerche nelle caverne valutano questi dipinti come le opere più importanti e di valore della storia dell'arte. In queste pitture, le ombre, l'uso della prospettiva e le linee raffinate utilizzate, la profondità di sentimento espressa in maniera esperta nei rilievi, gli schemi estetici che emergono quando la luce del sole colpisce le sculture - tutti sono caratteristiche che gli evoluzionisti non sono in grado di spiegare perché, secondo la visione darwinista, un tale sviluppo sarebbe emerso solo molto più tardi.

Molti dipinti delle caverne trovate in Francia, Spagna, Italia, Cina, e in India e in alcune parti dell'Africa e varie altre regioni del mondo offrono importanti informazioni sulla remota struttura culturale dell'umanità. Lo stile e le tecniche coloristiche di questi dipinti sono di tale qualità da stupire i ricercatori. Ma anche così, gli scienziati darwinisti le valutano attraverso i propri pregiudizi, interpretando queste opere in una maniera preconcetta, in modo che possano adattarsi alle loro leggende evolutive. Essi affermano che esseri da poco divenuti umani dipinsero immagini degli animali che temevano o cacciavano e che lo facevano in condizioni estremamente primitive nelle caverne in cui vivevano. Invece le tecniche impiegate in queste opere mostrano che i loro artisti possedevano una comprensione molto profonda ed erano in grado di dipingere in un modo molto intenso.

Le tecniche di pittura impiegate mostrano anche che essi non vivevano affatto in condizioni primitive. Inoltre questi disegni sulle pareti delle caverne non sono prova che le persone del tempo vivessero in quelle caverne. Gli artisti forse abitavano in rifugi elaborati nelle vicinanze ma sceglievano di creare le proprie immagini sulle pareti delle caverne. Quali emozioni e pensieri spingessero a scegliere il soggetto da rappresentare è qualcosa che resta noto solo all'artista stesso. Su questi disegni si è prodotta molta speculazione e la più irreale interpretazione di questi è che essi vennero prodotti da esseri ancora in uno stato primitivo. Infatti, in un articolo pubblicato sulla pagina web Scienza della BBC, il 22 febbraio del 2000, si trovano le seguenti parole riguardo i disegni nelle caverne:

"...[noi] pensiamo che vennero prodotti da primitivi... Ma secondo due scienziati che lavorano in Sudafrica, questa visione degli antichi pittori è completamente sbagliata. Essi credono che i disegni siano prova di una società complessa e moderna".10


LA TECNICA PITTORICA SUPERIORE DELL'ARTE DELLE CAVERNE

Nei Pirenei francesi, la caverna di Niaux è piena di straordinari dipinti fatti dalle persone che lì vivevano in tempi preistorici. La datazione al carbonio su questi dipinti ha dimostrato che sono stati portati a termine circa 14.000 anni fa. I dipinti della caverna Niaux vennero scoperti nel 1906 e da allora sono stati esaminati in ogni dettaglio. La parte maggiormente decorata della caverna è una camera laterale formata da una grande cavità, in una sezione oscura conosciuta come il Salon Noir. Nel suo libro, L'origine dell'uomo moderno, Roger Lewin fa questo commento su questa sezione, con le sue immagini di bisonti, cavalli, cervi e ibis: "... organizzata in pannelli e che dà l'impressione di una progettazione e di una predeterminazione della sua esecuzione". 11


Pitture murali scoperte in Algeria e risalenti a circa 9000 fa.
Bassorilievo di un bisonte nella caverna di Tuc d'Audoubert.

I dipinti riflettono la visione e la comprensione concettuale dell'artista. Ma trarre da questi dipinti delle conclusioni su ciò che le persone del tempo mangiavano, in quali condizioni vivevano e quali fossero le loro relazioni sociali - e quindi sostenere che tali commenti sono assolutamente precisi - è un approccio antiscientifico. Come risultato del loro atteggiamento pregiudiziale, gli evoluzionisti continuano testardamente a descrivere i popoli vissuti nel passato come primitivi. In questa fotografia si vedono figure che vestono abiti tessuti a telaio. Ciò dimostra che all'epoca non erano selvaggi che giravano seminudi, come sostengono gli evoluzionisti.

Se molte delle opere d'arte contemporanea venissero analizzate con la stessa logica tra centinaia di anni, potrebbero sorgere innumerevoli dibattiti se la società del ventunesimo secolo fosse una civiltà tribale e primitiva oppure avanzata. Se le opere intatte di artisti moderni venissero scoperte fra 5000 anni e non fosse sopravvissuta alcuna documentazione scritta riguardo il tempo presente, che cosa penserebbe la gente del futuro della nostra età?

Se la gente del futuro scoprisse le opere di Van Gogh o Picasso e le giudicasse da una prospettiva evoluzionista, come potrebbe considerare moderna la nostra società? Forse i panorami di Claude Monet sarebbero spiegati forse con commenti come: "L'industria non s'è ancora sviluppata e la gente conduce ancora una vita agricola", oppure le pitture astratte di Wassily Kandinsky si spiegherebbero con commenti del genere: "Le persone sono ancora incapaci di leggere o di scrivere, e comunicano per mezzo di scarabocchi". Tali interpretazioni darebbero loro delle percezioni sulla nostra attuale società?


I dipinti riflettono la visione e la comprensione concettuale dell'artista. Ma trarre da questi dipinti delle conclusioni su ciò che le persone del tempo mangiavano, in quali condizioni vivevano e quali fossero le loro relazioni sociali - e quindi sostenere che tali commenti sono assolutamente precisi - è un approccio antiscientifico. Come risultato del loro atteggiamento pregiudiziale, gli evoluzionisti continuano testardamente a descrivere i popoli vissuti nel passato come primitivi. In questa fotografia si vedono figure che vestono abiti tessuti a telaio. Ciò dimostra che all'epoca non erano selvaggi che giravano seminudi, come sostengono gli evoluzionisti.

Qui l'artista ha riprodotto un'immagine tridimensionale. Questo l'effetto che solo persone ben addestrate all'arte possono usare, e va oltre le capacità di molte persone.

Le persone che hanno prodotto le pitture nelle caverne risalenti fino al 35.000 a.C., usavano pitture contenenti prodotti e sostanze chimiche come l'ossido di manganese, l'ossido di ferro, l'idrossido di ferro e la dentina (parte inferiore dei denti nei vertebrati, consistente di collagene e calcio). Se chiedeste a qualcuno che non ha ricevuto alcuna istruzione chimica di riprodurre una delle vernici usate in queste pitture, non saprebbe quale prodotto chimico usare, come ottenerlo e quali altre sostanze sarebbe necessarie mescolare ad esso. Inoltre, le persone del tempo avevano anche molte informazioni sull'anatomia animale, come dimostra il loro uso della polvere di collagene e calcio prodotta dai denti dei vertebrati.

Il cavallo in basso a destra proviene da uno dei dipinti della caverna Niaux. La ricerca ha dimostrato che il dipinto dovrebbe avere circa 11.000 anni. La stretta somiglianza tra questo cavallo e quelli che vivono oggi nella regione è degna di nota, poiché rivela l'abilità dell'artista, che chiaramente aveva un senso artistico altamente sviluppato. Che i dipinti in questione fossero fatti sulle pareti della caverna, non è assolutamente prova che l'artista vivesse una vita primitiva. C'è un'alta probabilità che essi usassero queste pareti come 'tele' per una scelta personale..

Un elemento importante su questi dipinti che hanno attratto il più grande interesse degli scienziati è la tecnica pittorica e impiegata. La ricerca ha dimostrato che gli artisti hanno ottenuto degli speciali composti mescolando ingredienti naturali e locali. Non v'è dubbio che ciò indica la capacità di pensare, programmare e produrre molto più avanzata di quanto possa sperare un essere umano ancora in uno stato primitivo. Lewin descrive questa tecnica pittorica così:

"I materiali pittorici - i pigmenti e i minerali inerti - venivano attentamente selezionati da queste persone del Paleolitico Superiore, e macinati fino a 5-10 micron per produrre una particolare miscela. Il pigmento nero, come c'era da aspettarsi, era carbone e biossido di manganese. Ma ciò che interessa di più sono gli agenti estendenti, dei quali sembra ci fossero quattro diverse ricette, che i ricercatori numerano da uno a quattro. Gli agenti estendenti aiutano a far emergere il colore dei pigmento e, come indica il loro nome, aggiungono volume alla vernice senza diluire il colore. Le quattro ricette per gli agenti estendenti usate a Niaux sono: il talco; una miscela di baritina e feldspato di potassio; il feldspato di potassio da solo; e il feldspato di potassio mescolato con un eccedenza di biotite. Clottes e i suoi colleghi hanno sperimentato alcuni di questi agenti estendenti e scoperto che essi sono decisamente efficaci". 12

Questa tecnica altamente avanzata è la prova che nessun essere può essere descritto come primitivo, anche se è esistito nel passato. Fin dal primo momento in cui l'Uomo ha iniziato la sua esistenza, egli è stato un essere superiore, con la capacità di pensare, parlare, ragionare, capire, analizzare, programmare e produrre. È completamente irrazionale e illogico sostenere che le persone che usavano gli agenti estendenti per colorare i propri dipinti e che riuscivano a mescolare queste sostanze come il talco, la barinite, il feldspato di potassio e la biotite per ottenere tali agenti estendenti, solo di recente si fossero separati dalle scimmie per civilizzarsi.


LE OPERE TROVATE NELLA CAVERNA DI BLOMBOS ANCORA UNA VOLTA DEMOLISCONO LO SCENARIO DELL'EVOLUZIONE UMANA!

Le scoperte durante gli scavi nelle caverne di Blombos sulla costa del Sudafrica, ancora una volta hanno capovolto lo scenario dell'evoluzione umana. Il Daily Telegraph riportò la vicenda con il titolo "L'uomo dell'età della pietra non era tanto ottuso". Anche altri giornali e riviste riportarono la storia, affermando che le teorie sull'uomo preistorico dovevano essere completamente cambiate. Per esempio, BBC News riferiva che "gli scienziati dicono che la scoperta dimostra come le modalità di pensiero moderne si siano sviluppate molto prima di quello che pensavamo". 13


I grani di collane e i vari oggetti decorativi sopra mostrati sono stati trovati nelle caverne di Blombos. Essi rivelano che le persone dell'epoca avevano una sensibilità artistica e si dilettavano della bellezza e di cose gradevoli. Questi non possono essere stati i prodotti di esseri cosiddetti primitivi.

Nelle caverne di Blombos si trovarono pezzi d'ocra risalenti a 80-100.000 anni fa. Si è ipotizzato che essi venissero usati per dipingere il corpo e altre opere d'arte. Prima di questa scoperta, gli scienziati avevano suggerito che la prova della capacità di pensiero umana, la comprensione e la produzione erano comparsi non prima di 35.000 anni fa. Queste nuove scoperte hanno demolito completamente tale supposizione. Le persone di quel tempo, che gli evoluzionisti hanno descritto come primitivi e perfino semi-scimmie, possedevano la capacità di comprendere e produrre, proprio come gli umani contemporanei. I grani di collane e i vari oggetti decorativi sopra mostrati sono stati trovati nelle caverne di Blombos. Essi rivelano che le persone dell'epoca avevano una sensibilità artistica e si dilettavano della bellezza e di cose gradevoli. Questi non possono essere stati i prodotti di esseri cosiddetti primitivi.


STRAORDINARI DIPINTI NELLA CAVERNA CHAUVET

I dipinti scoperti nella caverna Chauvet nel 1994 provocarono un'enorme reazione del mondo scientifico. Prima di questi, erano state le opere d'arte di Ardèche, le immagini vecchie di 20.000 anni di Lascaux e le opere di 17.000 anni ad Altamira in Spagna, ad attirare notevolmente l'attenzione. Ma le immagini di Chauvet erano molto più antiche delle altre. La datazione al carbonio rivelò che questi dipinti avevano circa 35.000 anni. Sulla rivista National Geographic apparve questo commento:

"Le prime fotografie hanno affascinato gli specialisti come pure il pubblico. Per decenni gli studiosi hanno teorizzato che l'arte era avanzata per lente fasi, dai primitivi graffiti fino alle riproduzioni vivide e naturalistiche... Antiche circa il doppio di quelle nelle caverne più famose, le immagini di Chauvet rappresentano non solo il culmine dell'arte preistorica ma anche i suoi più antichi inizi". 14


Il "pannello del cavallo" nella caverna di Chauvet è lungo circa 6 metri. I dipinti straordinariamente belli nella caverna rappresentano, tra l'altro, rinoceronti, cavalli con una folta criniera, bisonti, leoni e ibis. Una tale progredita arte, prodotta in un periodo in cui gli evoluzionisti si aspetterebbero di vedere soltanto scarabocchi primitivi, è qualcosa che non può essere spiegato in termini di teoria darwinista.

Alla luce delle sensibilità artistiche altamente sviluppate, evidenti nei dipinti delle caverne, la rivista National Geographic descriveva gli artisti che li produssero come "gente come noi".

A sinistra: il disegno di un leopardo nella caverna Chauvet, realizzato con ocra rossa.


Sopra: il pannello del cavallo, particolare.

MAPPE ASTRONOMICHE DI 16.500 ANNI FA A LASCAUX

Il dottor Michael Rappenglueck, un ricercatore dell'università di Monaco, ha rivelato come risultato dei suoi studi che i dipinti sulle pareti delle famose caverne Lascaux nella Francia centrale, avevano un significato astronomico. Egli ha ricostruito le figure sulle pareti della caverna al computer, usando la tecnica fotogrammetrica, che mostrava come i cerchi geometrici, gli angoli e le linee rette che emergevano, potevano tutti avere un significato speciale. Tutti i valori collegati all'inclinazione eclittica, alla precessione degli equinozi, al movimento regolare delle stelle, al diametro e al raggio del sole e della luna, e le rifrazioni nell'universo sono stati aggiunti ai calcoli del computer. Come risultato, si è visto che questi elementi si riferivano a varie costellazioni di stelle e a specifici moti lunari. BBC News ha riferito le seguenti informazioni, nella sezione scientifica:

Una mappa preistorica del cielo notturno è stata scoperta sulle pareti delle famose caverne dipinte di Lascaux, nella Francia centrale. La mappa, che si pensa risalire a 16.000 anni fa, mostra tre stelle luminose conosciute oggi come il Triangolo Estivo. Tra gli affreschi di Lascaux è stata trovata anche una mappa dell'ammasso stellare delle Pleiadi... scoperte nel 1940, queste pareti mostrano i talenti artistici dei nostri antichi antenati. Ma i disegni possono mostrare altrettanto bene le loro conoscenze scientifiche. 15


Secondo i ricercatori scientifici, i punti nella parte inferiore dell'immagine del cavallo probabilmente raffigurano il ciclo lunare di 29 giorni.

La fila di 13 punti sotto il dipinto del daino, rappresenta mezzo ciclo lunare mensile.

Secondo le tesi dei darwinisti, le persone che dipinsero queste immagini avrebbero dovuto essere da poco discesi dai rami degli alberi. Il loro sviluppo intellettuale non avrebbe dovuto essere ancora completo. Tuttavia, sia il valore artistico di questi dipinti sia i risultati delle ultime ricerche invalidano completamente tali tesi. Chiunque ci abbia lasciato questi dipinti, possedeva una sensibilità estetica superiore, una tecnica artistica sviluppata e una conoscenza scientifica.

FIGURE DI MUCCHE NELLA CAVERNA DI LASCAUX



FIGURE DI BISONTE NELLA CAVERNA DI LASCAUX

A sinistra: la parete nord della cosiddetta 'Rotunda' nella caverna di Lascaux
In alto: figure animali di 17.000 anni a Lascaux
In basso: figura di cavallo

Il movimento e la vitalità sono perfettamente raffigurati in queste pitture, estremamente belle e di una qualità che eguaglia quelle di chi ha ricevuto una formazione accademica. È impossibile sostenere che chiunque abbia prodotto tali immagini fosse mentalmente sottosviluppato.

 

 

Un articolo sul sito web della BBC, intitolato "Individuato il più antico calendario lunare", conteneva informazioni che confortavano ancora una volta la tesi darwinista della "evoluzione delle società".

 

BASSORILIEVI E DIPINTI NEL NORDAFRICA SBALORDISCONO GLI EVOLUZIONISTI

Questi rilievi di giraffe, di circa 7.000 anni fa, furono conformati in modo tanto perfetto da dare l'impressione che il branco sia in movimento. Chiaramente, quest'immagine è l'opera di persone pensanti, in grado di dare giudizi ed esprimersi, e con una sensibilità artistica.

Questo dipinto, anch'esso risalente a 7.000 anni fa, mostra un uomo che suona uno strumento musicale. La fotografia recente sotto di esso, mostra un membro del Dzu, una comunità indigena del Botswana, che sono uno strumento simile. Il fatto è che uno strumento simile a quello usato 7.000 anni fa è ancora in uso al giorno d'oggi! Questo è un altro esempio straordinario che demolisce le tesi darwiniste. La civiltà non sempre avanza, come sostengono i darwinisti. A volte può rimanere uguale per migliaia d'anni. Mentre quest'uomo continua a suonare un antichissimo strumento esistito per almeno 7.000 anni, dall'altra parte del mondo, vengono composte sinfonie digitali usando le più avanzate tecnologie informatiche. Ed entrambe le culture coesistono nello stesso momento.

A sinistra: la figura di un essere umano che suona un flauto nel disegno di 7.000 anni fa mostra che le persone dell'epoca possedevano una cultura e una conoscenza della musica, e quindi che erano mentalmente sviluppati e acculturati.
A destra: l'immagine mostra un indigeno del Botswana contemporaneo che suona uno strumento simile.

CATAL HUYUK, CONSIDERATA LA PRIMA CITTÀ DELLA STORIA, COMPUTA L'EVOLUZIONE.

Concordemente datata al 9.000 a.C., Catal Huyuk è descritta come una delle prime città conosciute nella storia. La sua scoperta aprì grandi dibattiti nel mondo dell'archeologia, provando l'invalidità delle tesi degli evoluzionisti ancora una volta. L'archeologo James Mellart descrive come lo stato progredito della regione lo lasciò sconcertato:

La quantità di specializzazione tecnologica di Catal Huyuk è uno degli aspetti straordinari di questa società altamente sviluppata che evidentemente era all'avanguardia nel progresso Neolitico... Per esempio, come facevano a lucidare uno specchio di ossidiana, un vetro vulcanico molto duro, senza graffiarlo e come riuscivano a praticare dei fori attraverso perle di pietra (compresa l'ossidiana), fori così piccoli che nemmeno i sottili aghi d'acciaio moderni possono passarvi? Quando due avevano imparato a fondere il rame e il piombo...? 16

Questi ritrovamenti hanno mostrato che gli abitanti di Catal Huyuk possedevano una comprensione della vita urbana, erano capaci di fare pianificazioni, progettazioni e i calcoli e che la loro sensibilità artistica era enormemente più avanzata di quanto si pensasse. Il professor Ian Hodder, attualmente a capo del gruppo di scavo, asserisce che questi ritrovamenti invalidano completamente le tesi evoluzioniste. Egli dice di aver portato alla luce una straordinaria arte la cui origine non è chiara, e nota che è molto difficile spiegare la posizione geografica di Catal Huyuk - che, secondo Hodder, non aveva un collegamento diretto con le aree che sappiamo essere colonizzate all'epoca. Gli affreschi scoperti sono molto avanzati per quel periodo. Egli dice che dopo essersi chiesti come e perché questa gente aveva raggiunto un livello artistico tanto elevato, la vera domanda è come il gruppo di persone abbia raggiunto un successo culturale tanto straordinario. Per quel che ne sappiamo, egli dice, non ci fu evoluzione nello sviluppo culturale raggiunto a Catal Huyuk, dove tali notevoli opere d'arte comparvero spontaneamente e dal nulla. 17

LE LANCE DI 4000 ANNI CHE HANNO SBALORDITO
GLI EVOLUZIONISTI

Nel 1995, l'archeologo tedesco Hartmut Thieme scoprì numerosi resti lignei a Schöningen, in Germania. Si trattava di lance perfettamente realizzate - in altre parole le più antiche armi da caccia conosciute al mondo. Questa scoperta arrivò come una grossa sorpresa per gli evoluzionisti, nella cui visione la caccia sistematica comparve soltanto 40.000 anni fa, quando essi ritengono siano apparsi i primi esseri umani moderni. Per fare combaciare le lance di Clacton e Lehringen, che erano state ritrovate in precedenza, con la menzogna evoluzionista, queste erano state degradate a bastoni per scavare o scandaglii per la neve. 18

In realtà, tuttavia, le lance di Schöningen risalivano a molto prima - a circa 400.000 anni fa. Inoltre, la loro età era così certa che Robin Dennell, uno degli archeologi della Sheffield University che aveva pubblicato uno studio nella rivista Nature, affermò che era impossibile alterare la loro data o trovarsi a darne una falsa interpretazione:

le scoperte di Schöningen sono lance senza dubbio: considerarle come scandagli per la neve o bastoni per scavare è come sostenere che un trapano elettrico è un fermacarte. 19

Una delle ragioni per cui queste lance hanno tanto sorpreso gli scienziati evoluzionisti è l'errata concezione che i presunti umani primitivi di quel tempo mancassero della capacità di fabbricare tali oggetti. Eppure queste lance sono il prodotto di una mente in grado di calcolare e pianificare per fasi. Per ciascuna lancia è stato usato il fusto di un abete di circa trent'anni, e la sua punta è stata fatta alla base, dove il legno è più duro. Ogni lancia è stata progettata in uguali proporzioni e - proprio come con i criteri moderni - il suo centro di gravità era ad un terzo della lunghezza a partire dall'estremità acuminata.

Di fronte a tutte queste informazioni, Robin Dennel commenta:

Ciò rappresenta un considerevole investimento di tempo e d'abilità - nella scelta di un albero appropriato, nell'abbozzo del progetto e negli stadi finali della conformazione. In altre parole, questi [cosiddetti] ominidi non vivevano con una 'cultura improvvisata' spontanea, agendo opportunisticamente in risposta a reazioni immediate. Piuttosto, vediamo una considerevole profondità di programmazione, una sofisticazione di progetto, e la pazienza nell'intagliare il legno, tutte cose che sono state attribuite soltanto agli umani moderni. 20

Thieme, che scoprì le lance, dice: L'uso di lance sofisticate in un periodo tanto antico come il Medio Pleistocene può significare che molte teorie attuali sul comportamento e la cultura degli antichi esseri umani devono essere rivisti. 21

Come asseriscono Artmut Thieme e Robert Dennell, le tesi darwinista riguardo la storia dell'umanità non riflettono i fatti. La verità è che l'umanità non ha mai subito l'evoluzione. Sempre, nel passato, sono esistite civiltà arretrate e civiltà altamente sviluppate ed avanzate.

TRACCE DI CIVILTÀ A GOBEKLI TEPE


Alcune di queste pietre a forma di T trovate a Göbekli Tepe portano delle immagini di leoni..

Gli scienziati hanno descritto come "straordinari e senza pari" i ritrovamenti durante gli scavi a Göbekli Tepe vicino Urfa, in Turchia. Si tratta di pilastri giganteschi, a forma di T, più alti di un uomo e con 20m di diametro, con scolpiti animali a rilievo. Essi sono sistemati in cerchio. L'aspetto che ha più impressionato il mondo scientifico è l'età del sito, che è stato costruito 11.000 anni fa. Secondo la tesi degli evoluzionisti, le persone dell'epoca devono aver costruito il sito imponente usando soltanto strumenti in pietra. Secondo questa errata concezione, la meraviglia ingegneristica in questione fu opera di cacciatori-raccoglitori che usavano gli strumenti più primitivi, 11.000 anni fa. Questo, naturalmente, è del tutto incredibile. Il professor Klaus Schmidt, a capo della squadra di scavo di Göbekli Tepe stabilisce ciò affermando che le persone che vivevano quel tempo sembra che avessero la capacità di pensare. Contrariamente a quanto s'immagina, sostiene Schmidt, queste persone non erano primitive e non devono essere considerate come creature scimmiesche, da poco discese dai rami e che tentano di costruire una civiltà. In termini di intelligenza sembra che siano stati proprio come noi. 22

Schmidt, un archeologo, mise in atto un piccolo esperimento per definire come queste gigantesche colonne potessero essere state trasportate alle condizioni del tempo, e come potessero essere state scolpite. Insieme alla sua squadra cercò di scolpire un gigantesco blocco di roccia senza l'aiuto di alcun macchinario, usando soltanto gli strumenti primitivi che gli umani preistorici, secondo gli evoluzionisti dovevano avere. Quindi tentarono di trasportarlo per una breve distanza. Una parte della squadra cominciò a lavorare sulla pietra con tronchi, funi e forza muscolare, facendo dei semplici e naturali verricelli. Nel frattempo, gli altri tentavano di creare una cavità alla base usando strumenti manuali di pietra, proprio come gli scalpellini di 9.000 anni fa. (La visione evoluzionista della storia ritiene che, poiché a quei tempi non c'erano strumenti in ferro, gli uomini della Età della Pietra usavano la selce dura).

Lavorando per la intagliare la pietra per due ore senza interruzione, gli operai riuscirono ad ottenere soltanto una vaga linea. La squadra di 12 uomini che provarono a muovere il blocco di pietra lavorò duramente per quattro ore, ma riuscirono soltanto a muoverla di 7 metri. Questo semplice esperimento rivelò che migliaia di lavoratori avrebbero dovuto faticare per mesi per riuscire a formare una sola delle aree circolari di pietre. Chiaramente, la gente di quel tempo deve aver usato competenze molto avanzate, e non i metodi primitivi suggeriti dagli scienziati evoluzionisti.

Un'altra incoerenza nel disegno evoluzionista è che essi chiamano il periodo in cui queste opere vennero prodotte "Età Neolitica pre-terracotta".

Secondo questa irrealistica interpretazione, la gente di quest'epoca non aveva ancora raggiunto la tecnologia per produrre terracotta. Sapendo che avevano fatto statue, trasportato pietre giganti, tratto da queste belle colonne, scolpito bassorilievi di animali su di esse, decorato le proprie pareti con pitture e impiegato ingegneria e architettura, possiamo sostenere che non sapevano come fare delle pentole di terracotta?


La scultura di un maiale selvatico venuta alla luce a Göbekli Tepe

Immagini di leoni scolpiti su alcuni pilastri nell'area.

Una statua umana trovata a Göbekli Tepe


Le ceramiche sono le tracce delle culture del passato che s'incontrano più di frequente. Molte persone ancora oggi si guadagnano da vivere producendo pentole simili. Se del nostro tempo sopravvivessero soltanto pochi cocci, gli scienziati del futuro li trovassero e suggerissero per questo che la nostra civiltà deve aver ignorato la metallurgia, sarebbe giusta la loro tesi?

Questa affermazione ingannevole viene ripetuta con persistenza soltanto per difendere i preconcetti evoluzionisti. Non c'è dubbio che i manufatti in questione dimostrano che chi li ha prodotti possedeva una conoscenza, una tecnologia e una civiltà molto più avanzate di quanto si pensasse in precedenza. Questo a sua volta rivela che non erano affatto primitivi. Infatti, un articolo della rivista turca Bilim ve Teknik dice che le scoperte di Göbekli Tepe espongono una gamma di errate interpretazioni sulla storia dell'umanità: "Questi nuovi dati rivelano una macroscopica errata concezione riguardo alla storia dell'umanità".23 Quell'errore sta nell'interpretazione della storia alla luce dell'inganno evoluzionista.

CURE DENTALI CON L'USO DI TECNICHE PROFESSIONISTICHE 8.000 ANNI FA

"Queste sono alcune delle storie delle città che ti raccontiamo: alcune sono ancora ritte e altre falciate" (Corano, 11:100).

Alcuni scavi condotti in Pakistan hanno rivelato che più di 8.000 anni fa, i dentisti trapanavano i denti per eliminare la carie. Durante gli scavi, il professor Andrea Cucina dell'Università del Missouri-Columbia, notò dei piccoli fori, di circa 2mm di diametro, sui molari risalenti a 8.000-9.000 anni fa. Impressionato dalla perfezione di questi fori, Cucina ampliò la sua ricerca facendo esaminare alla sua squadra i fori con un microscopio elettronico. Essi trovarono che anche le estremità di questi sottilissimi fori erano arrotondate in modo troppo preciso per essere provocati da batteri. In altre parole non erano delle cavità naturali, ma il risultato di un intervento artificiale, a scopo di cura. Nessuno dei denti mostrava alcun segno di carie. Cioè, come dice la rivista New Scientist, "potevano essere solo la testimonianza dell'abilità dei dentisti preistorici". 24

In quell'epoca, secondo la dottrina evoluzionista, gli esseri umani si erano solo da poco separati dalle scimmie. Essi vivevano in condizioni estremamente primitive e solo di recente avevano imparato a fare vasi e pentole di terracotta e, per di più, solo in alcune regioni. Come poteva della gente in situazioni così primitive riuscire a trapanare delle cavità così precise nei denti che richiedevano cure se non possedevano alcuna tecnologia? Evidentemente queste persone non erano primitive, né lo erano le condizioni in cui vivevano. Al contrario, essi avevano la conoscenza necessaria per diagnosticare le malattie e ideare metodi di trattamento e i mezzi tecnici per usare con successo tali metodi. Ancor una volta, ciò smentisce la tesi darwinista che le società si evolvono, dalla primitiva alla moderna.

LA PASSIONE DEGLI ANTICHI PER LA MUSICA

L'interesse degli uomini di 100.000 anni fa per la musica è un'altra indicazione del fatto che essi avevano quasi gli stessi gusti che abbiamo noi oggi. Il più antico strumento musicale conosciuto, trovato a Haua Fteah, in Libia, è un flauto fossile fatto di un osso di uccello e si stima che risalga a un periodo tra 70.000 e 80.000 anni fa. 25 Prolom II è un sito della Crimea Orientale in cui sono stati trovati 41 zufoli. 26 Questo sito risale a circa 90.000-100.000 anni fa. 27

Tuttavia, la conoscenza musicale delle persone di quel tempo era molto più ampia. Il musicologo Bob Fink ha analizzato un flauto diverso, fatto con un femore d'orso, trovato nel luglio 1995 dall'archeologo Ivan Turk in una caverna nella Jugoslavia del Nord. Fink dimostrò che questo flauto, la cui età di 43.00- 67.000 anni era stata stabilita con i test al radiocarbonio, produceva quattro note e aveva toni e semitoni. Questa scoperta dimostra che gli uomini di Neanderthal usavano la scala di sette note - la formula base della musica occidentale moderna. Esaminando un flauto, Fink vide che la distanza tra il secondo e il terzo foro era doppia di quella tra il terzo e il quarto foro. Ciò significa che la prima distanza rappresenta un tono intero e la distanza successiva un mezzo tono. Scrive Fink: "Queste tre note... sono indubbiamente diatoniche e suoneranno come un accordo quasi perfetto in ogni tipo di scala diatonica standard, moderna o antica". Questo rivela che gli uomini di Neanderthal erano persone con orecchio e sensibilità musicale. 28


Questo flauto, realizzato dall'uomo di Neanderthal, dimostra che queste persone usavano una scala di sette note che forma la base della musica occidentale. Produrre un flauto presuppone un insieme di informazioni, cultura e capacità; e suonarlo ne presuppone un altro.

Questi manufatti e scoperte archeologiche sollevano numerose questioni di cui il darwinismo, che sostiene che gli esseri umani e le scimmie discendono da un antenato comune, non possono trovare risposta. Per esempio, queste creature scimmiesche, che essi sostengono essere vissute decine di migliaia di anni fa, che potevano a malapena grugnire e avevano un modo di vita animale - perché e come hanno cominciato a diventare esseri sociali? Questo è un dilemma fondamentale per gli evoluzionisti. La teoria dell'evoluzione non ha risposte scientifiche e razionali su come queste creature scimmiesche siano discese dagli alberi a terra, su come abbiano imparato a stare su due gambe e su come si siano sviluppate le loro intelligenza e capacità. Le "spiegazioni" non sono niente più che preconcetti e favolette basati esclusivamente sulla fantasia.

Come è avvenuto che le scimmie, saltando da un ramo ad un altro, abbiano deciso di scendere a terra? Se chiedete agli evoluzionisti, vi diranno che è stato a causa di fattori climatici. La teoria dell'evoluzione non potrà offrire una risposta razionale e logica alle prime domande che vengono alla mente. Perché altre scimmie hanno invece deciso di rimanere sui rami, quando potevano imitare quelle che erano discese a terra? Oppure, perché questi fattori climatici hanno influenzato soltanto alcune scimmie? Che cosa ha impedito alle altre di scendere dagli alberi nella stessa situazione climatica? Se chiedete com'è stato che le scimmie sono scese a terra ed hanno cominciato a camminare su due zampe, gli evoluzionisti vi forniranno diverse spiegazioni. Alcuni diranno, per esempio, che queste creature scimmiesche decisero di camminare erette su due gambe per potersi meglio difendere dai loro forti nemici. Eppure nessuna di queste risposte è scientifica.

Innanzitutto, non esiste alcuna cosa come l'evoluzione che ha portato l'uomo a camminare su due piedi. Gli esseri umani camminano eretti su due piedi - una forma molto speciale di locomozione che non si vede in altre specie. Un punto importantissimo che deve essere chiarito è che il camminare eretti su due piedi non è un vantaggio evolutivo. La maniera in cui si muovono le scimmie è molto più semplice, rapida e più efficiente dell'andatura bipede umana.


Per poter dare forma alla pietra, devono essere usati strumenti fatti di ferro o acciaio. Le società del passato usavano questi strumenti per intagliare e scolpire la pietra, proprio come fanno gli artigiani al giorno d'oggi.

Gli esseri umani non si possono muovere saltando da un albero all'altro come uno scimpanzé, né possono correre alla velocità di 125km orari come un ghepardo. Invece, poiché camminiamo su due piedi, ci muoviamo molto più lentamente sulla terra. Per qualche ragione, siamo una delle specie meno protette in natura. Secondo la logica della teoria dell'evoluzione, le scimmie non dovrebbero aver avuto la tendenza ad adottare l'andatura bipede. Invece, gli umani sarebbero dovuti diventare dei quadrupedi per sopravvivere ed adattarsi meglio.

Un altro vicolo cieco delle tesi evolutive è che il camminare eretti non coincide con il modello di "sviluppo graduale" del darwinismo, che costituisce la base dell'evoluzione e richiede che ci sia una andatura "composta" con il camminare su due piedi e il camminare su quattro zampe. Tuttavia, con la ricerca computerizzata condotta nel 1996, l'anatomista inglese Robin Crompton ha dimostrato che una tale andatura composta non era possibile. Crompton è arrivato alla conclusione che un essere vivente può o camminare eretto, oppure su quattro zampe. 29 Qualunque tipo di andatura "ibrida" tra queste due è impossibile perché comporterebbe un eccessivo consumo di energia. Quindi non può esistere un essere semi-bipede.

Come avrebbero fatto i presunti esseri primitivi a sviluppare un comportamento sociale intelligente? La risposta, secondo il nonsenso degli evoluzionisti, è che vivendo in gruppi, avrebbero sviluppato comportamenti sociali e intelligenti. Ma anche i gorilla, gli scimpanzé, le scimmie e molte altre specie animali vivono in gruppi o branchi; e nessuno di queste ha sviluppato un comportamento intelligente sociale in modo simile a quello degli umani Nessuno di essi ha costruito monumenti, trovato interesse dell'astronomia o creato opere d'arte; poiché il comportamento creativo intelligente è esclusivo degli esseri umani. Tutti questi manufatti sopravvissuti dal passato sono stati fatti da esseri umani dotati di una vera e propria abilità artistica. L'idea che queste persone vivessero in condizioni primitive è confutata dai dati archeologici.

GLI EVOLUZIONISTI NON HANNO
ALCUNA PROVA SCIENTIFICA A SOSTEGNO
DELLE LORO TEORIE

Gli evoluzionisti sostengono, senza alcuna prova, che gli esseri umani e le scimmie discendono da un antenato comune. Alla domanda come questa evoluzione possa essersi prodotta, rispondono, in modo totalmente antiscientifico: "Non lo sappiamo, anche se speriamo di saperlo un giorno". Per esempio, la paleo-antropologa evoluzionista Elaine Morgan fa questa ammissione:

"Quattro dei più straordinari misteri su [l' evoluzione di] gli umani sono:
1) perché camminano su due gambe?
2) perché hanno perso la pelliccia?
3) perché hanno sviluppato un cervello così grande?
4) perché hanno imparato a parlare?

Le risposte ortodosse a queste domande sono:
1) "Ancora non lo sappiamo";
2) "Ancora non lo sappiamo";
3) "Ancora non lo sappiamo";
4) "Ancora non lo sappiamo".
L'elenco delle domande potrebbe essere notevolmente più lungo senza per questo modificare la monotonia delle risposte. 30

RITROVAMENTI CHE CONFUTANO IL QUADRO EVOLUZIONISTA DELLA STORIA UMANA

La prova fornita nel libro Storia nascosta della razza umana: l'archeologia proibita, degli archeologi Michael A. Cremo e Richard L. Thompson, capovolge il quadro dell'evoluzione dell'umanità sostenuto dagli evoluzionisti. Questo libro documenta reperti da periodi della storia completamente inaspettati dal punto di vista evoluzionista. Negli anni 1950, per esempio, Thomas E. Lee, un antropologo del museo nazionale del Canada, condusse degli scavi a Sheguiandah, sull'isola Manitoulin nel lago Huron. Lì egli trovò degli strumenti in uno strato di deposito glaciale, un deposito di sabbia e pietrisco lasciato dai ghiacciai che retrocedono. Quando si venne a sapere che questi avevano tra i 65.000 e i 125.000 anni, la pubblicazione dei risultati di questa ricerca venne sospesa perché, secondo l'errata concezione che domina il mondo scientifico, gli esseri umani erano arrivati nel Nord America dalla Siberia soltanto 120.000 anni fa, ed era quindi impossibile sostenere che questo fosse avvenuto prima.

Un altro esempio che il libro fornisce è quello dell'archeologo Carlos Ameghino, che scoprì degli strumenti in pietra in una formazione intatta del Pliocene di 3 milioni di anni a Miramar, in Argentina. Dagli stessi strati, egli estrasse il femore di un toxodonte, un estinto mammifero ungulato del Sud America. Incastrata nel femore c'era una punta di freccia o di lancia in pietra. Più tardi, un altro ricercatore trovò un pezzo di mascella umana nella stessa formazione. Secondo i darwinisti, gli esseri umani capaci di fare sere o punte di lancia in pietra comparvero soltanto tra i 100.000 e i 150.000 anni fa. Quindi, tutte le ossa e le punte di freccia risalenti a 3 milioni di anni fa sono fenomeni che gli evoluzionisti non sono in grado di spiegare. Questo mostra, ancora una volta, che la teoria dell'evoluzione è incompatibile con i fatti scientifici. 31

Nel suo libro Antiche tracce, il ricercatore e scrittore inglese Michael Baigent racconta come nel 1891 sia stata scoperta una catena d'oro di 260-320 milioni di anni. Si scoprì che questa catena era di oro ad otto carati, il che significa otto parti di oro mescolati con 16 parti di un altro materiale. La parte centrale della catena - ritrovata all'interno di un pezzo di carbone - era staccata, mentre le due estremità erano strettamente legate. Nel carbone era rimasta la forma precisa della parte staccata, il che dimostra che la catena doveva essere antica quanto il carbone. L'età del carbone in cui è stata trovata la catena sembra sia di 260-320 milioni di anni. 32 La scoperta di una catena d'oro, di un periodo in cui gli evoluzionisti sostengono che gli esseri umani non avrebbero dovuto nemmeno esistere, demolisce totalmente la storia dell'umanità che essi hanno tracciato.

Il fatto che una società utilizzi gioielli e produca oggetti decorativi è la prova che i cittadini hanno una vita civilizzata. Inoltre, fare una catena d'oro richiede capacità ed attrezzature tecniche. Non è possibile fare una catena d'oro regolare usando soltanto strumenti in pietra. È evidente che le persone che vivevano milioni di anni prima dei giorni nostri conoscevano l'arte della gioielleria e godevano delle cose belle. Un altro reperto che capovolge la teoria dell'evoluzione storica è un pezzo di chiodo che si stima abbia 387 milioni di anni. Secondo il resoconto di Sir David Brewster, della British Association for the Advancement of Science, il chiodo fu trovato in un pezzo di selce. Lo strato da cui la pietra era stata tratta risale al Primo Periodo Devoniano, più o meno 387 milioni di anni fa. 33

Queste scoperte, che potremmo citare in quantità, dimostrano che l'uomo non è un organismo semi-animale, come gli evoluzionisti vorrebbero farci credere, e non ha mai condotto una vita animalesca. Dopo aver elencato altri esempi simili, Michael Baigent continua con questo commento:

"... chiaramente non c'è alcuna possibilità che questi dati si trovino a combaciare con la visione scientifica convenzionale della storia della terra... In effetti, tale evidenza - se può essere confermata anche da uno solo dei casi che abbiamo esaminato - indica che gli uomini, in una forma moderna, hanno calcato questo pianeta da un tempo davvero immemorabile". 34

La storia dell'archeologia è piena di scoperte simili, di fronte alle quali la mentalità evoluzionista "convenzionale" descritta da Baigent si trova in una situazione disperata. Ma la mentalità evoluzionista tiene attentamente questi significativi esemplari lontani dallo sguardo del pubblico e li ignora. Non importa quanto i darwinisti si sforzino di mantenere viva la loro ideologia, l'evidenza crescente dimostra che l'evoluzione è una bugia e che la Creazione è un fatto che non può essere negato. Dio creò l'Uomo dal nulla, soffiò il Suo spirito in lui e gli insegnò ciò che non sapeva. Per mezzo dell'ispirazione di Dio, l'uomo ha vissuto una vita umana fin dal primo istante in cui è esistito.

LE SCOPERTE PRESSO GLI SCAVI "EIN GEV I" CONFUTANO LA TESI DELL'EVOLUZIONE
DELLA STORIA

La ricerca rivela che gli esseri umani in migliaia di anni fa usavano strumenti simili a quelli usati oggi nelle aree rurali. Macine per macinare i cereali, un mortaio in pietra e dei pestelli sono stati trovati nelle fondamenta di una baracca che risale al 15.000 a.C. negli scavi conosciuti come "Ein Gev I" della Palestina odierna. Il più antico di questi oggetti risale a circa il 50.000 prima di Cristo. 35

Tutti gli oggetti ritrovati in questi scavi rivelano che le esigenze dell'umanità sono rimaste in gran parte sempre le stesse. Le soluzioni che l'Uomo ha sviluppato sono state sempre molto simili tra di loro, in proporzione diretta con la tecnologia del tempo. Anche nel periodo in questione venivano usati strumenti per mietere e per macinare i cereali - gli stessi strumenti più necessari nelle aree rurali oggi.

9. Roger Lewin, L'origine degli umani moderni, New York, W. H. Freeman and Company, 1993, p. 116.
10. Claire Imber, "Uomo-scimmia: origine della sofisticazione" BBC News, 22 febbraio 2000, online sul sito http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/650095.stm
11. Lewin, L'origine degli umani moderni, p. 148-149.
12. Ibid., p. 149.
13. Dr. David Whitehouse, "L'arte preistorica 'più antica' svelata" BBC News, 10 gennaio, online sul sito http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/1753326.stm
14. Jean Clottes, "La caverna Chauvet: la magica arte francese dell'era glaciale", National Geographic, agosto 2001, p. 156.
15. Dr. David Whitehouse, "Scoperta una mappa stellare dell'era glaciale" BBC News, 9 agosto 2000, online sul sito http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/871930.stm
16. http://www.goldenageproject.org.uk/ 108catalhuyuk.html
17. Fenomen, 15 settembre 1997, p. 45.
18. Robin Dennell, "La più antica punta di freccia del mondo", Nature, Vol. 385, 27 feb. 1997, p. 767.
19. Ibid.
20. Ibid., p. 768.
21. Hartmut Thieme, "Punte di freccia del Paleolitico inferiore dalla Germania", Nature, Vol. 385, 27 feb. 1997, p. 807.
22. Tas Devrinde Yasam ("Vita nell'età della pietra"), Documentario Terra X, TRT.
23. Bilim ve Teknik (Rivista "Scienza e tecnologia"), settembre 2000.
24. Philip Cohen, "Svelato," New Scientist, Numero 2286, 14 aprile 2001, p. 19.
25. Glynn Isaac, Barbara Isaac, L'archeologia delle origini umane, Cambridge, Cambridge University Press, 1989, p. 71; C.B.M. McBurney, The Haua Fteah (Cyrenaica), Cambridge, Cambridge University Press, 1967, p. 90.
26. Vadim N. Stpanchuk, "Prolom II, un sito cavernicolo del medio Paleolitico nella Crimea orientale con manufatti di osso non utilitaristici" Atti della Società Preistorica 59, 1993, pp. 17-37, pp. 33-34.
27. Paul Mellars, L'eredità di Neanderthal, Princeton, University Press, 1996, p. 17; Vadim N. Stpanchuk, "Prolom II, un sito cavernicolo del medio Paleolitico nella Crimea orientale con manufatti di osso non utilitaristici", Atti della Società Preistorica 59, 1993, pp. 17-37, p. 17.
28. "I Neandertaliani vivevano in armonia" The AAAS Science News Service, 3 aprile 1997.
29. Ruth Henke, "Aufrecht aus den Baumen," Focus, Vol. 39, 1996, p. 178.
30. Elaine Morgan, Le ferite dell'evoluzione, New York, Oxford University Press, 1994, p. 5.
31. Chi, aprile 2005, p. 46.
32. Michael Baigent, Antiche tracce: misteri nella storia antica e del principio, England, Penguin Books, 1999, pp. 10-11.
33. David Brewster, "Quesiti e affermazioni riguardo un chiodo trovato conficcato in un blocco di arenaria proveniente dalla cava di Kingoodie (Mylnfield), Inghilterra del Nord", Rapporto annuale dell'Associazione Inglese per il Progresso della Scienza, 1844, p. 51.
34. Baigent, Antiche tracce, p. 14.
35. John Baines, Jaromir Malek, Eski Mısır Medeniyeti, Istanbul, İletişim Yayınları, 1986, Introduzione.