LE CIVILTÀ POSSONO ESSERE
ARRETRATE COSI COME AVANZATE

Il darwinismo sostiene che l'Uomo - e così la cultura che possiede - è progredito dai primi stadi, rudimentali, primitivi e tribali verso la civilizzazione. Invece, le scoperte archeologiche mostrano che fin dal primo giorno della storia umana ci sono stati periodi con società che avevano culture molto avanzate contemporaneamente ad altre le cui culture erano molto arretrate. Indubbiamente, per la maggior parte delle volte, civiltà molto ricche coesistevano con quelle arretrate. Per tutto il corso della storia, la maggior parte delle società dello stesso periodo hanno avuto livelli molto diversi di tecnologia e civiltà, con grandi differenze sociologiche e culturali - proprio come nel caso odierno. Per esempio sebbene il continente nordamericano sia oggi molto avanzato in termini di medicina, scienza, architettura e tecnologia, alcune comunità del Sud America sono piuttosto arretrate tecnologicamente e senza collegamenti con il mondo esterno. In molte parti del mondo le malattie vengono identificate mediante le più avanzate tecniche di elaborazione ottica e sono curate in ospedali molto moderni. Eppure, in altre parti del mondo, si pensa che le malattie si sviluppino per l'influenza dei cosiddetti spiriti del male e i tentativi di guarire il malato comprendono delle cerimonie per scacciare questi spiriti. Tali società, come i popoli dell'Indo, gli antichi Egizi e i Sumeri, che vissero tutti attorno al 3.000 a.C., avevano culture incomparabilmente più ricche, sotto tutti gli aspetti, delle tribù a noi contemporanee e anche di quelle delle società più avanzate. Ciò significa che in tutti i periodi della storia, le società con civiltà molto avanzate hanno potuto convivere con quelle più arretrate. Una società esistita migliaia di anni fa può effettivamente essere stata più avanzata di una del ventesimo secolo. Questo dimostra che non c'è stato alcuno sviluppo all'interno di un processo evolutivo - in altre parole dal primitivo al civilizzato.

Nel corso della storia, naturalmente, sono stati fatti progressi enormi in tutti i campi, con grandi passi avanti e sviluppi di scienza e tecnologia, grazie all'accumulazione di culture d'esperienza. Tuttavia, non è razionale nè scientifico descrivere questi cambiamenti come un processo "evolutivo" nel modo che intendono gli evoluzionisti e i materialisti. Proprio come non ci sono differenze nelle caratteristiche fisiche tra un umano del giorno d'oggi e una persona vissuta migliaia di anni fa così non ci sono differenze riguardo all'intelligenza e alle capacità. L'idea che la nostra civiltà sia più avanzata solo perché le capacità e l'intelligenza del cervello dell'uomo del ventunesimo secolo sono meglio sviluppate è una falsa prospettiva, che risulta dall'indottrinamento evoluzionista. Il fatto è che popoli in aree molto diverse, oggi, possono avere concezioni e culture diverse. Ma se un nativo australiano può non avere le stesse conoscenze di uno scienziato degli Usa, questo non significa che la sua intelligenza un suo cervello non sono abbastanza sviluppati. Molte persone nate in tali società possono essere ignoranti dell'esistenza dell'elettricità ma sono tuttavia molto intelligenti.

Inoltre, nel corso dei diversi secoli sono sorte esigenze diverse. Il nostro standard di moda non è lo stesso di quello degli antichi Egizi ma questo non significa che la nostra cultura sia più avanzata della loro. Se i grattacieli sono simbolo della civiltà nel ventunesimo secolo, la prova della civiltà nel periodo egiziano sono le piramidi e le sfingi.


Un nativo Papua, Australia

XXI secolo - Colombi

Anche nel XXI secolo molte società hanno credenze superstiziose. Esse onorano false divinità che non possono fare loro né male né bene. Qui vediamo il capo degli Indiani Arhuaco mentre compie un rituale dopo che c'è stato un attacco. Il capo dichiara di chiedere l'aiuto degli antichi spiriti della natura per placare la montagna (Stephen Ferry, I guardiani del mondo, - National Geographic, ottobre 2004)

 

XXI secolo - Miami, USA

In una parte del mondo, la gente vive in ambienti primitivi, mentre in un altro continente le persone vivono in confortevoli grattacieli e viaggiano su aeroplani e lussuose navi da crociera. Contrariamente alle affermazioni degli evoluzionisti, le società progredite e "primitive" sono sempre coesistite negli stessi periodi, proprio come accade oggi.

Ciò che importa è la prospettiva da cui i fatti vengono interpretati. Chi parte con l'idea preconcetta che i fatti sostengano un cosiddetto sviluppo evolutivo, valuterà tutte le informazioni che ottiene alla luce di quel pregiudizio. Così, proverà a sostenere le sue asserzioni con delle storie immaginarie. Sulla base di frammenti fossili di ossa ricostruirà moltissimi particolari, sul modo in cui le persone che abitavano quella zona passavano le loro vite quotidiane, quali erano le loro strutture familiari e le loro relazioni sociali, in una maniera adattata a quel preconcetto. Costui concluderà, sulla base di quei frammenti di ossa, che quelle persone facevano parte di un genere solo per metà in posizione eretta e che grugniva, era coperto di peli e usava degli strumenti di pietra grezza - non perché è quello che la prova scientifica dimostra ma perché è la sua ideologia a richiederlo. In realtà, i fatti di cui siamo a conoscenza non implicano affatto uno scenario di questo genere. Questa immagine illusoria è prodotta attraverso le interpretazioni di una mentalità darwinista.


L'ambiente in cui vive una persona non indica se la sua mente è primitiva o progredita. In ogni periodo, le persone sono vissute e in condizioni diverse e hanno sviluppato esigenze diverse. Per esempio, l'antica concezione egizia dell'architettura è diversa dalla nostra, ma ciò non significa che la nostra cultura sia necessariamente più avanzata. Un simbolo della civiltà del XX secolo è il grattacielo: nell'antico Egitto, il simbolo erano le piramidi e le sfingi.

Attualmente anche gli archeologi che hanno dato delle interpretazioni dettagliate del periodo in questione sulla base dei resti fossili, delle pietre lavorate e dei dipinti sulle pareti delle caverne, si discostano di poco dall'esempio sopra. Eppure gli evoluzionisti ancora scrivono di quasi tutti gli aspetti della vita del cosiddetto uomo primitivo, sulla base di un'analisi delle prove prevenuta. Le loro fantasiose descrizioni e illustrazioni ancora compaiono sulle pagine di molti giornali e riviste.

Ecco uno degli scenari creati da Louis Leakey, uno dei più conosciuti evoluzionisti contemporanei, sulla vita del cosiddetto uomo primitivo:

"Immaginiamo per un momento di poterci nascondere ad osservare la sequenza di eventi in un rifugio nella roccia 20.000 o 30.000 anni fa.

Un cacciatore dell'Età della Pietra sta camminando lungo la valle alla ricerca di selvaggina, quando scopre una caverna sul fianco della rupe che lo sovrasta. Prudentemente, con la massima attenzione, si arrampica fino a lì, con la paura di trovarla già occupata dai componenti di qualche famiglia dell'Età della Pietra che reagirebbero alla sua intrusione, oppure che sia il covo di un leone o di un orso. Infine è abbastanza vicino per vedere che è proprio vuota, così entra e compie un attento esame. Decide che è un'abitazione molto più conveniente del piccolo rifugio in cui lui e i suoi familiari vivono al momento e si allontana per andarli a chiamare.

Quindi, vediamo la famiglia arrivare e stabilirsi nella loro nuova casa. Viene acceso un fuoco, o da alcune braci conservate con attenzione e portate dalla vecchia casa, oppure per mezzo di un semplice bastoncino di legno. (Non possiamo dire con certezza quale metodo l'uomo dell'Età della Pietra usasse per accendere il fuoco, ma sappiamo che, fin da un periodo molto precoce si faceva uso del fuoco, perché i focolari sono un aspetto comune in quasi tutti i livelli di occupazione delle caverne e di rifugi nella roccia).

Poi, probabilmente qualcuno della famiglia esce per raccogliere erba o felci per fare dei grossolani letti cui poter dormire, mentre gli altri spezzano rami da cespugli e alberi della vicina boscaglia e costruiscono un grezzo riparo sulla parte anteriore del rifugio. Le pellicce di vari animali selvaggi vengono quindi srotolate e sistemate nella nuova casa, insieme a tutti gli altri beni casalinghi che possiedono.

Ed ora la famiglia si è stabilita e la routine giornaliera ricomincia. Gli uomini vanno a caccia e tendono trappole agli animali per procurarsi cibo, le donne probabilmente li aiutano in quest'attività e raccolgono frutti commestibili e noci e radici". 2


Uno scienziato che valuti la prova con i pregiudizi evoluzionisti può dare molte interpretazioni del periodo in esame. Ma perché tali interpretazioni possano essere accettate, devono essere supportate da ritrovamenti e dati espliciti. Fin qui, gli evoluzionisti non hanno trovato alcuna prova a sostegno dei loro miti sulle creature metà-umane e metà-scimmie che comunicavano mediante grugniti, vivevano nelle caverne, sedevano attorno al fuoco vestite di pelli e cacciavano con armi primitive. Tutto ciò è soltanto l'invenzione dell'immaginazione evoluzionista. La scienza dimostra che gli esseri umani sono sempre stati pienamente umani.

Questa descrizione, fin nel più piccolo dettaglio, non è basata su un dato scientifico, ma solamente sull'immaginazione del suo autore. Gli evoluzionisti, che mettono in piedi simili favole con vari termini scientifici, basano tutti particolari della narrazione su pochi pezzetti di ossa. (In realtà, questi fossili dimostrano che nessun processo evolutivo ha mai avuto luogo: l'esatto opposto di ciò che sostengono gli evoluzionisti!) Naturalmente, i frammenti di ossa non possono dare alcuna informazione precisa su quali emozioni ispirassero le persone in tempi molto antichi, su come fossero le loro vite quotidiane o su come essi si dividessero il lavoro.

Tuttavia, la favola dell'evoluzione umana viene arricchita con innumerevoli scenari immaginari e illustrazioni di questo tipo, ed è ampiamente usata dagli evoluzionisti. Incapaci di liberarsi di questo dogma dell'evoluzione fin da quando la teoria venne avanzata per la prima volta, essi hanno prodotto diverse versioni del suddetto scenario. Ma la loro intenzione non è di spiegare, piuttosto soltanto di usare indottrinamento e propaganda per convincere le persone che l'uomo primitivo è realmente esistito.

Molti evoluzionisti cercano di provare le loro tesi producendo tali scenari, anche in assenza di qualunque prova di supporto. Eppure ogni nuovo dato, se interpretato in un modo preconcetto, molto chiaramente rivela alcuni fatti, uno dei quali è questo: l'Uomo è stato Uomo fin dal giorno in cui è venuto in esistenza. Gli attributi come l'intelligenza e la capacità artistica sono sempre stati uguali in tutti periodi della storia. Le persone vissute nel passato non erano primitive, creature semi-umane e semi-animali, come gli evoluzionisti vorrebbero farci credere. Erano esseri umani pensanti e parlanti, proprio come noi, producevano opere d'arte e sviluppavano strutture culturali ed etiche. Come presto vedremo i dati archeologici e paleontologici provano questo chiaramente e in maniera incontrovertibile.

Che cosa resterà della nostra civiltà?

Immaginate che cosa resterà delle grandi civiltà odierne fra centinaia di migliaia di anni. Tutta la nostra produzione culturale - dipinti, statue e palazzi - scomparirà e a malapena resterà qualche traccia della nostra attuale tecnologia. Molti materiali creati per resistere all'usura, sottoposti alle condizioni naturali, gradualmente cominceranno a cedere. L'acciaio arrugginisce. Il calcestruzzo si sgretola. Le strutture sotterranee crollano e tutti i materiali richiedono manutenzione.

Ora immaginate che siano passate decine di migliaia di anni e che tutto sia stato esposto a migliaia di metri cubi di acqua, a secoli di venti violentissimi, a ripetute alluvioni e terremoti. Probabilmente tutto ciò che rimarrà saranno dei pezzi giganti di pietra intagliata, i blocchi scolpiti che costituiscono gli edifici e i resti di varie statue, proprio come ciò che è arrivato fino a noi dal passato. Oppure forse non sarà rimasta neanche una traccia definita delle nostre avanzate civiltà a testimoniare pienamente le nostre vite quotidiane, soltanto quelle delle tribù che vivono in Africa, Australia o in qualche altro posto del pianeta. In altre parole, della tecnologia che abbiamo oggi (televisioni, computer, forni a microonde, eccetera) non rimarrà traccia, anche se forse sopravviverà la struttura di base di un edificio o qualche frammento di statue. Se gli scienziati futuri guardassero questi resti sparsi e descrivessero tutte le società del periodo in cui stiamo vivendo come "culturalmente arretrate", non sarebbero forse molto lontani dalla verità?

ANNO 2000

Gli archeologi con un pregiudizio evoluzionista asseriscono che le sculture di bisonti nella caverna di Tuc d'Audoubert alle appendici dei Pirenei nella Francia del sud - una statua che non ha meno valore artistico delle opere d'arte odierne come, per esempio, le statue di Rodin - furono fatte da persone cosiddette primitive. Ma la tecnica e la forma estetica delle opere dimostrano che chiunque le abbia prodotte non era diverso fisicamente o mentalmente dagli esseri umani odierni, ed era anzi più sofisticato da un punto di vista artistico di molti di essi.

ANNO 8000

Se il Pensatore di Rodin venisse scoperto fra 6000 anni, e le persone lo interpretassero con lo stesso pregiudizio con cui alcuni scienziati interpretano oggi il passato, queste persone penserebbero che la gente del XX secolo adorava un uomo che pensava, che non era socializzata, ecc. Non dimostrerebbe, questo, quanto essi sono lontani dalla verità?

Oppure, se qualcuno scoprisse un lavoro scritto in mandarino e concludesse, esclusivamente sulla base di questo testo, che quella cinese era una razza arretrata perché comunicava per mezzo di strani segni, sarebbe questo un riflesso della verità? Considerate l'esempio della statua il Pensatore di Auguste Rodin, conosciuta in tutto il mondo. Immaginate che questa statua venga riscoperta dagli archeologi tra decine di migliaia di anni. Se questi ricercatori mantenessero i propri preconcetti sulle credenze e lo stile di vita della nostra società, e mancassero di sufficiente documentazione storica, potrebbero interpretare questa statua in modi diversi. Potrebbero immaginare che i membri della nostra civiltà adorassero un uomo che pensa, o potrebbero sostenere che la statua rappresenta qualche falsa divinità mitologica.

Oggi, naturalmente, noi sappiamo che il Pensatore era un'opera prodotta esclusivamente per ragioni artistiche ed estetiche. In altre parole, se un ricercatore tra decine di migliaia di anni, in mancanza di sufficienti informazioni sostenesse le sue idee preconcette sul passato, non potrebbe arrivare alla verità, perché interpreterà "il Pensatore" alla luce dei suoi preconcetti e produrrà uno scenario corrispondente. Quindi, è della massima importanza valutare le informazioni a disposizione senza pregiudizio o preconcetto, evitando tutte le forme di preclusione, e pensando in termini ampi.

Non dimentichiamo che non abbiamo prove che le società si siano evolute o che le società nel passato fossero primitive. Questi suggerimenti sono esclusivamente congetture basate su un'analisi da parte di storici ed archeologi che sostengono l'evoluzione. Per esempio i disegni di animali sulle pareti di una caverna sono stati immediatamente definiti disegni primitivi degli uomini delle caverne. Eppure queste immagini potrebbero dire moltissimo sulla comprensione estetica degli esseri umani a quel tempo. Un artista con indosso l'abbigliamento più moderno per il suo tempo potrebbe averle prodotte per sole ragioni artistiche. Infatti, molti scienziati ora sottolineano l'impossibilità che questi stessi disegni delle caverne siano l'opera di una mente primitiva.

Un altro esempio è l'interpretazione delle pietre affilate e dei primi strumenti costruiti dall'"uomo-scimmia". È possibile che a quel tempo si sia voluto dar forma a queste pietre ed usarle per propositi decorativi. Non c'è alcuna prova, solo un'ipotesi, che i pezzi trovati fossero effettivamente usati da queste persone come strumenti. Gli scienziati evoluzionisti hanno esaminato la prova provata durante gli scavi da una prospettiva pregiudiziale. Hanno giocato attorno ad alcuni fossili che, nella loro visione, provano le loro teorie, ed hanno ignorato o scartato gli altri. Giochi simili sono stati fatti anche per dimostrare che anche la storia ha avuto un'evoluzione.3 L'antropologo americano Melville Herskovits descrive come sia emersa la tesi della "evoluzione della storia", è il modo in cui gli evoluzionisti interpretano le prove:

"Ogni esponente dell'evoluzione culturale forniva una sua matrice ipotetica del progresso che riteneva aver segnato lo sviluppo dell'umanità, così che si sono registrati molti esempi di sequenze non lineari. Alcuni di questi progressi erano limitati ad un unico aspetto della cultura...". 4

Uno degli esempi più importanti che confermano la visione di Herskovits è uno studio svolto dall'etnografo evoluzionista Lewis Henry Morgan, che esaminò le fasi attraversate da una società per raggiungere la struttura patriarcale e monogamica che, egli sosteneva, si era "evoluta" dalla primitiva alla più sviluppata. Ma nel condurre questa ricerca, egli usò per i suoi esempi diverse società di tutto il mondo, del tutto scollegate le une dalle altre. Quindi le pose in accordo con il risultato che voleva ottenere. È chiaro che, tra centinaia di migliaia di culture nel mondo, egli aveva selezionato soltanto quelle compatibili con le sue crisi preconcette.

Herskovits spiega come Morgan risistemasse la storia per convalidare le sue idee. Partendo dai primitivi matrilinearei australiani tracciò una linea che portava ai patrilineari Indiani americani. Quindi spostò la sua sequenza alle tribù greche del periodo proto-storico, quando la discendenza era strettamente stabilita in linea maschile, ma senza una stretta monogamia. L'ultimo elemento in questa scala ascendente era rappresentata dalla civiltà odierna, con discendenza nella linea maschile e una stretta monogamia.

Herskovits commenta questa sequenza immaginaria:

"Ma questa serie, dal punto di vista dell'approccio storico, è del tutto fittizia...". 5

LA VERA STORIA TENUTA NASCOSTA

La maggior parte di ciò che noi sappiamo della storia l'abbiamo imparato dai libri. I lettori raramente dubitano del contenuto di tali libri e accettano questo contenuto a scatola chiusa. Ma, specialmente quando si tratta della storia umana, molto spesso il libro presenta una teoria plasmata da un concetto non più valido, nei campi di biologia, biologia molecolare, paleontologia, genetica, bio-genetica e antropologia. Di pari passo con il crollo scientifico della teoria dell'evoluzione, è stata invalidata anche la nostra comprensione della storia basata su di essa.

Lo storico Edward A. Freeman discute di come la nostra conoscenza storica riflette i "fatti":

Perché in tutte le inchieste storiche trattiamo con fatti che in se stessi ricadono sotto il controllo della volontà umana e del capriccio umano, e la cui prova dipende dalla affidabilità degli informatori umani, che possono anche ingannare di proposito o essere fuorviati inconsapevolmente. Un uomo può mentire; può anche sbagliare. 6

Così, come possiamo esser certi che ciò che la storia ci ha tramandato è vero?

Prima di tutto, dobbiamo accertarci dell'obiettiva certezza dei fatti che ci vengono presentati da storici ed archeologi. Come con i concetti più astratti, l'interpretazione della storia può significare molte cose diverse per persone diverse. Il racconto di un evento può variare secondo il punto di vista di chi lo riferisce. E l'interpretazione degli eventi spesso è molto diversa quando viene raccontata da individui che non ne sono stati direttamente testimoni. La "storia" è definita come la registrazione cronologica di eventi passati. Ciò che dà significato e senso a questi eventi è come lo storico li presenta. Per esempio, la storia di una guerra può essere influenzata dall'opinione di chi scrive sull'essere il vincitore dalla parte giusta o sbagliata. Se costui prova simpatia per una delle due parti, considererà questa come "campione di libertà", anche se essa ha invaso il territorio dell'altra ed ha commesso numerose atrocità. 7 Per esempio, se si esaminano i libri di storia di due nazioni ostili una all'altra, si vedrà che ognuna interpreta gli stessi eventi in un modo completamente diverso.

È esattamente ciò che gli storici e gli scienziati evoluzionisti hanno fatto oggi. Senza alcuna prova concreta su cui fare affidamento, essi presentano la cosiddetta storia evolutiva degli esseri umani come una verità certa. Ignorano la forte prova che confuta la loro teoria, interpretano le prove che hanno in termini del loro stesso pregiudizio, e presentano questa teoria come una legge, che alcuni scienziati hanno adottato come ideologia.


Se uno storico nell'analizzare la seconda guerra mondiale, avesse opinioni nazionalsocialiste, potrebbe ritrarre Hitler come uno straordinario leader, basandosi sull'immagine di una sola parte. Ma la fotografia qui sotto, presa al campo di concentramento di Buchenwald, mostra solo uno degli esempi del terribile sterminio che Hitler provocò.

CHE COSA RIMARRÀ TRA DECINE
DI MIGLIAIA DI ANNI?

A confronto con la storia dell'umanità, il tempo di vita dei materiali comunemente usati nelle costruzioni, nell'industria dei prodotti tecnologici e in molte aree della nostra vita quotidiana è relativamente breve. Se la gente ha vissuto in case di legno estremamente sofisticate decine di migliaia di anni fa, è perfettamente comprensibile che non ne siano rimaste oggi molte prove. Immaginate che la nostra civiltà venga distrutta in qualche terribile disastro. Quanto di essa sarebbe ancora presente fra 100.000 anni? Se un popolo del futuro dovesse considerarci primitivi, sulla base di poche ossa e pezzi di fondamenta, quanto sarebbe esatta la loro interpretazione?


Entro alcune decine di migliaia di anni, le moderne case di pietra che si vedono qui non saranno diverse dalle rovine emerse negli scavi di Catal Huyuk. In condizioni naturali, innanzitutto va in rovina il legno, poi si corrodono i metalli. In tutta probabilità, a restare saranno soltanto le pietre dei muri e pentole, vasi di ceramica. In tal caso, qualunque tesi dei futuri archeologi sul fatto che tutti, negli anni 2000, vivevano vite primitive, non potrà evidentemente riflettere la verità. Gli evoluzionisti di oggi si trovano nella stessa posizione.

Tra alcune decine di migliaia di anni, tutto ciò che rimarrà di qualunque edificio di oggi sarà qualche blocco di pietra. I materiali di legno e gli oggetti fatti di ferro si saranno dissolti. Per esempio, del Palazzo Çırağan, con i suoi raffinati affreschi, il suo bel mobilio, le sue splendide tende e tappeti, i candelabri e gli altri strumenti di illuminazione, non rimarrà nulla. Questi materiali decadranno e scompariranno. Una persona che camminasse tra i resti del Palazzo Çırağan in un lontano futuro, potrebbe vedere solo alcuni grandi massi di pietra e forse un po' delle fondamenta del palazzo. Se venisse proposto, sulla base di questo, che le persone del nostro tempo non avevano ancora modelli organizzati di vita e vivevano in rifugi primitivi fatti accumulando le pietre le une sulle altre, tale analisi sarebbe completamente errata.


Il Palazzo Çırağan di Istanbul dopo essere stato bruciato e con la struttura interna e l'arredamento distrutti. Chi guardasse il palazzo in queste condizioni non potrebbe mai immaginare pienamente quanto è stato splendido in passato.

I resti che sono sopravvissuti fino ad oggi possono un tempo essere stati edifici estremamente belli, proprio come il Palazzo Çırağan. Se si dovessero mettere mobili su queste rovine e decorarle con tende, tappeti e lampade, il risultato sarebbe di nuovo straordinario.


Il Palazzo Çırağan restaurato, con tutto l'arredo completato.

Il Corano parla delle società passate definendole molto avanzate in termini di arte, architettura, cultura e conoscenze. In un versetto, ci viene detto che le società del passato erano davvero superiori:

"Non hanno viaggiato sulla terra e osservato quel che avvenne a coloro che li precedettero, che pure erano più potenti di loro e [lasciarono] maggiori vestigia sulla terra?" (Corano, 40:21).


ANCHE LE PERSONE CHE VIVEVANO UN MILIONE E MEZZO DI ANNI FA SI OCCUPAVANO DEGLI ANZIANI


In un numero speciale che prendeva in considerazione le principali scoperte scientifiche dell'anno, la rivista Discover ha dedicato molto spazio a questa scoperta, che rivelava come le persone si occupassero dei malati milioni di anni fa e si interessassero del loro benessere. Questo dato, di cui si discute in un articolo dal titolo "L'Homo erectus* accudiva i nonni?" rivela che gli esseri umani non sono mai vissuti come animali in alcun momento della storia, ma sempre come esseri umani.

Un fossile scoperto a Dmanisi, in Georgia, nel 2005 ha rivelato ancora una volta che lo scenario della "evoluzione della storia umana" non quadra in alcuna maniera con i fatti. Secondo le tesi antiscientifiche degli evoluzionisti, i primi esseri umani vivevano come animali, senza una vita familiare o un ordine sociale. Tuttavia, un cranio fossile appartenente ad un essere umano anziano, scoperto dal paleo-antropologo David Lordkipanidze, dimostra che queste tesi sono false.

Il fossile apparteneva ad un uomo vecchio cui era rimasto un solo dente. Gli scienziati ritengono che la persona cui il cranio apparteneva avesse altre malattie, oltre ad essere quasi completamente sdentato. Che questa persona sia sopravvissuta fino ad un'età avanzata, nonostante tali malattie, rappresenta una prova significativa che quest'individuo veniva accudito e che le persone si prendevano cura del benessere degli altri. Dice Lordkipanidze:

"È chiaro che questo era un individuo malato... Pensiamo sia logico che questo individuo avesse il sostegno degli altri membri del gruppo". 8

Gli evoluzionisti sostengono che gli esseri umani svilupparono un comportamento culturale sociale almeno 1,5 milioni di anni dopo la morte della persona cui apparteneva questo cranio. I fossili in questione quindi confuta le tesi evoluzioniste, dimostrando che milioni di anni fa gli uomini sentivano compassione verso il malato, lo curavano lo proteggevano. Questa scoperta, ancora una volta, dimostra che gli umani non sono mai vissuti come animali, ma sempre come esseri umani.

2. L.S.B. Leakey, Gli antenati di Adamo: l'evoluzione dell'uomo e la sua cultura, New York and Evanston, Harper & Row, Publishers, 4^ ed., 1960, pp. 9-10.
3. Abram Kardiner, estratto da "Saggi postumi di Branislau Malinowski," in Scientific American, giugno 1918, p. 58.
4. Melville Herskovits, L'uomo e le sue opere, New York, Knopf, 1950, p. 467.
5. Ibid., p. 476. 6. Edward Augustus Freeman, "Razza e linguaggio", in Essays, English and American, con note introduttive ed illustrazioni, New York, P. F. Collier & Son, [c1910] Harvard classics; N. XXVIII.
7. Ahmad Thomson, Fare la storia, London: Ta-Ha Publishers Ltd., 1997, p. 4.
8. Zach Zorich, "L'Homo erectus accudiva i nonni?" Discover, Vol. 27, No. 01, January 2006, p. 67.